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30 progetti candidati per l’Oscar della Salute 2026
Sono 30 i progetti pervenuti per il Bando nazionale “Oscar della Salute – OMS 2026”, giunto alla sua diciottesima edizione.
Il Comune di Ponte di Piave candida il progetto “Le Api di Ponte di Piave”, una iniziativa di apicoltura per la didattica che permette agli studenti di avvicinarsi alla natura, alla biologia, all’ecologia e al rispetto per l’ambiente, attraverso l’osservazione e la cura delle api. Beneficiari del progetto sono tutti gli alunni delle scuole primarie, medie e superiori.
Attività previste vanno da lezione introduttive in classe (“Cos’è l’apicoltura?”, “Importanza delle api per la vita umana.”) e visione di un breve video/documentario sulle api, alla visita guidata aIl’apiario di Ponte di Piave con apicoltore esperto (osservazione protetta dell’alveare tramite arnia didattica con pareti trasparenti e mostra del ciclo del miele e degli strumenti dell’apicoltore), da laboratori pratici (analisi del miele, della cera e del polline; semina di fiori melliferi nei pressi dell’apiario) a progetti interdisciplinari tra scienze (insetti impollinatori, biodiversità), arte (disegni, modellini di api), italiano (scrittura di racconti o poesie sulle api), tecnologia (studio della struttura dell’arnia), geografia (fioriture, biodiversità nei vari climi) ed educazione civica (sostenibilità e tutela della natura).
Si intitola “Attiviamoci!” il progetto candidato dalla Città di Sacile, in collaborazione con Distretto sociosanitario Livenza, Cansiglio, Cavallo e “Voce Donna”: si tratta di un progetto innovativo di prevenzione e contrasto alla violenza di genere nel Comune di Sacile, basato sulla formazione di operatori del settore beauty come “agenti sentinella”. Il modello si fonda su lezioni teoriche, role play e simulazioni pratiche, e mira a creare una rete territoriale diffusa di professionisti capaci di intercettare segnali di violenza e collegare le vittime ai servizi competenti.
Grazie alla natura del lavoro dei professionisti coinvolti e al formato laboratoriale della formazione, il modello è altamente replicabile in altri contesti urbani e territoriali, e con altre categorie professionali (fitness, centri sociali, servizi alla persona), garantendo scalabilità e trasferibilità del progetto oltre i confini del Comune di Sacile.
CaorleEducAzione è l’iniziativa proposta dal Comune di Caorle per il bando: è un progetto che mette al centro bambini, ragazzi e famiglie. Nasce dalla collaborazione tra scuola, istituzioni, associazioni e territorio. L’obiettivo è accompagnare la crescita educativa delle nuove generazioni. CaorleEducAzione considera l’educazione una responsabilità condivisa.
È una vera e propria comunità educante. Il progetto parte dall’ascolto della voce dei bambini e dei ragazzi. Le loro esperienze diventano punto di partenza per le azioni educative. La metodologia è partecipativa e condivisa. Si ascoltano i bisogni reali del territorio. Si progettano interventi a partire dai dati raccolti. Le famiglie sono coinvolte come protagoniste. Vengono attivati questionari, tavoli di confronto e momenti di restituzione. Gli interventi non sono calati dall’alto. Nascono dal dialogo tra adulti ed educatori. Grande attenzione è data alle fasi di crescita più delicate. In particolare alla preadolescenza e all’adolescenza. Il progetto promuove il benessere emotivo e relazionale e Sostiene il dialogo tra genitori e figli.
Offre strumenti educativi concreti. Non propone soluzioni preconfezionate. Ma percorsi costruiti insieme. CaorleEducAzione valorizza il territorio come risorsa educativa.
Favorisce la prevenzione del disagio. Rafforza le alleanze educative. All’interno del progetto nasce il Festival dell’Educazione. Un momento pubblico di incontro e riflessione. Con esperti, laboratori e testimonianze. Aperto a famiglie, ragazzi e cittadini. Il Festival rende visibile il percorso svolto. E rafforza il senso di comunità educativa.”
Cerenzia presenta la candidatura per AIUTO- l’intelligenza artificiale al servizio degli anziani: un progetto che nasce da un’esigenza semplice ma fondamentale, cioè rendere la tecnologia davvero accessibile e utile per tutti, in particolare modo per le persone anziane o con disabilità. Viviamo in un’epoca in cui l’Intelligenza Artificiale può migliorare concretamente la qualità della vita. Tuttavia, molte persone fragili restano escluse da questi benefici, perché le tecnologie disponibili risultano spesso complesse o poco intuitive. Ed è proprio qui che arriva AIUTO, il primo sistema destinato a supportare in toto individui fragili, anziani e diversamente abili. Il sistema è formato in tre parti: un’ app destinata agli anziani e soggetti fragili, una centrale di controllo, contenente il motore di intelligenza artificiale, e un’ app destinata a chi dovrà eseguire le richieste.
L’OzZaino dell’Emilia Politiche integrate di prevenzione, prossimità e comunità è il titolo dell’iniziativa presentata dal Comune di Ozzano dell’Emilia, un programma integrato di promozione della salute realizzato dal Comune di Ozzano dell’Emilia nel 2025, che assume la prevenzione come principio guida e interviene sui determinanti sociali, relazionali e ambientali del benessere lungo tutto l’arco della vita. Il progetto è stato progettato e attuato secondo un approccio Healthy Cities e un metodo di lavoro intersettoriale e partecipato, basato su analisi dei bisogni emergenti del territorio (fragilità, solitudine, accessibilità alla prevenzione), definizione di obiettivi misurabili e di un calendario modulare di iniziative; (3) costruzione e attivazione del partenariato locale (Comune, AUSL, 118, Pubblica Assistenza, associazioni socio-sanitarie e volontariato) ed implementazione delle azioni e restituzione pubblica.
Le azioni 2025 hanno incluso iniziative di prevenzione socio-sanitaria e alfabetizzazione alla salute (caregiver, prevenzione dei rischi da esposizione alle radiazioni ultraviolette (raggi UV),corretti stili di vita, informazione terapeutica), il rafforzamento della cardioprotezione con installazione di DAE di nuova generazione e percorsi con 118 e Pubblica Assistenza per l’alfabetizzazione all’uso dei DAE e al primo soccorso anche in età pediatrica, contribuendo al riconoscimento regionale di Ozzano come Città Cardioprotetta.
Il percorso si è concluso con il Festival dell’ESSER3 (5 settembre 2025) come momento di sintesi e consolidamento della rete territoriale, con la partecipazione delle realtà socio-sanitarie e la presenza di rappresentanti istituzionali nazionali, tra cui il Ministro per le Disabilità. Il modello è replicabile perché fondato su strumenti ordinari comunali, partenariati locali e format modulare.
Dal Comune di Tollo arriva invece la candidatura per il progetto Misurabilità della qualità dell’aria. Numerosi studi epidemiologici, condotti in diverse città americane ed europee nel corso degli ultimi anni, hanno dimostrato che esiste una notevole correlazione fra la presenza di polveri fini e in generale della qualità dell’aria ed il numero di patologie dell’apparato respiratorio, di malattie cardiovascolari e di episodi di mortalità riscontrati in una determinata area geografica. Uno dei principali vantaggi di queste nuove tecnologie è la possibilità di fornire informazioni in tempo reale sulla qualità dell’aria, anche negli ambienti interni. Applicazioni per smartphone e siti web moderni possono mostrare i dati più aggiornati sul livello di inquinamento in una determinata area. In caso di concentrazioni elevate, le persone con problemi respiratori possono sapere quando è meglio evitare attività fisica all’aperto, mentre i bambini possono essere tenuti in casa quando la qualità dell’aria è particolarmente scadente. Il monitoraggio della qualità dell’aria permette di individuare le sorgenti di inquinamento e di applicare misure di controllo per ridurre le emissioni nocive. Rilevando le emissioni industriali, l’inquinamento da traffico e altre fonti di contaminanti atmosferici, le autorità possono intervenire con azioni correttive mirate. Essere proattivi significa migliorare la nostra salute, evitare che le condizioni peggiorino e proteggere le persone più vulnerabili. Monitorare la qualità dell’aria ovunque è fondamentale per salvaguardare il benessere dell’umanità. Ci aiuta a comprendere e gestire l’inquinamento attraverso interventi tempestivi e strategie a lungo termine in grado di ridurre i rischi per la salute e migliorare l’ambiente in cui viviamo.
La Casa dei Bambini e delle Bambine, progetto candidato dal Comune di Bari è un servizio educativo e sociale di interesse pubblico che risponde al bisogno delle famiglie più fragili, italiane e migranti con figli minori presenti sul territorio di Bari, attraverso un sistema di interventi di sostegno alla cura delle persone e si propone come spazio presso il quale ogni bambino, supportato da un adulto, o adolescente può vivere le prime esperienze di socializzazione. Il Centro Polifunzionale Casa dei Bambini e delle Bambine è articolato in un Emporio della Solidarietà, una Boutique Sociale, uno spazio ludico per bambini/e, uno spazio ragazzi/e, uno spazio giovani (spazio quattro/4), un’Agorà, un laboratorio permanente di riciclo, un centro sperimentale per la genitorialità, Stanza della salute e del benessere. Un servizio di prevenzione precoce, con particolare attenzione a primi 1000 giorni di vita ed alla salute psico-fisica.
Accademia della genitorialità
L’Accademia della Genitorialità del Comune di Alberobello è un progetto di promozione della salute e del benessere psicosociale delle famiglie, orientato alla prevenzione precoce del disagio e alla riduzione dei fattori di rischio sociali, educativi e relazionali. Il progetto mira a rafforzare le competenze genitoriali come determinante fondamentale di salute, favorendo relazioni familiari positive, inclusive e consapevoli, e sostenendo lo sviluppo equilibrato di bambini e adolescenti. L’Accademia si configura come uno spazio comunitario di informazione, formazione e supporto, rivolto a madri e padri e ad educatori ed educatrici del territorio. Le azioni previste comprendono incontri formativi tematici e gruppi di confronto finalizzati a promuovere benessere emotivo, capacità di gestione dello stress genitoriale e prevenzione dei comportamenti a rischio. Il progetto valorizza il ruolo della famiglia come primo contesto di salute e benessere, rafforzando la rete locale dei servizi educativi, sociali e sanitari. La metodologia adottata è di tipo integrato, partecipativo e orientato alla salute si articola nelle seguenti fasi: analisi dei bisogni di salute della comunità, attraverso l’osservazione del contesto locale e il confronto con i servizi territoriali; co-progettazione con il coinvolgimento di istituzioni, scuole, servizi sociali, professionisti della salute, al fine di garantire un’azione coordinata e multidisciplinare; metodologie attive e inclusive, basate su partecipazione, apprendimento esperienziale e scambio tra pari.
L’Accademia della Genitorialità si propone così come un intervento strutturato di promozione della salute, capace di contribuire alla costruzione di una genitorialità consapevole e di una comunità più sana, resiliente e solidale. Si precisa che tutti gli incontri sono gratuiti ed accessibili a tutti.
La comunità che cura: la forza della relazione per contrastare l’isolamento è stato candidato dal Comune di Brescia. Il progetto mira a migliorare la qualità di vita della persona anziana fragile e della sua famiglia, partendo dal principio che il benessere non dipende unicamente da cure e sostegni formali, ma dalla possibilità di sentirsi parte attiva e riconosciuta della comunità. La progettualità pone particolare attenzione ai caregiver familiari, che ricoprono un ruolo centrale nel sistema di welfare, e alle persone con demenza e ai loro familiari, che rappresentano un particolare target di fragilità, caratterizzato da bisogni complessi, continui e in costante evoluzione.
Dal Comune di Castenaso arriva il progetto Meno soli con gli oggetti intelligenti basato sulla fornitura, installazione e gestione di gateway e di sensori indoor in tecnologia LORA-WAN. La sperimentazione è consistita nel dispiegamento di sensori per la misurazione di parametri ambientali, posizionati nelle abitazioni di cinque utenti selezionati dalla Città di Castenaso nell’ambito del progetto “Meno soli con gli oggetti intelligenti”, un’iniziativa ad adesione volontaria destinata ai cittadini over 75 ancora autosufficienti che vivono soli e ai loro caregiver. Negli appartamenti sono state installate 2 tipologie di sensori: sensori per monitorare le condizioni ambientali e sensori per monitorare il movimento. Alla prima tipologia appartengono 6 sensori (ciascuno rileva 5 parametri ambientali) posizionati negli ambienti maggiormente vissuti (tinello/soggiorno, bagno, camera da letto) in base alle esigenze specifiche espresse dagli utenti e tenendo in considerazione il layout dell’appartamento, in accordo con le rispettive abitudini di vita. Alla seconda tipologia appartengono i 12 sensori che rilevano movimenti nei vani monitorati.
I rilevatori ambientali acquisiscono contemporaneamente i valori dei seguenti parametri: temperatura, umidità, pressione atmosferica, livello di CO2, luminosità, IAQ (Indice sintetico di qualità dell’aria). I dati provenienti dal complesso dei sensori sono raccolti progressivamente in una App per smartphone dedicata, appositamente progettata e sviluppata nell’ambito della sperimentazione, consentendo un’analisi dettagliata delle condizioni ambientali in cui vivono gli utenti e la presenza negli ambienti monitorati.
La sperimentazione copre un nuovo ambito di monitoraggio rivolto agli anziani e finora non convogliato nel sistema di rilevazione dei dati regionali, ossia quello della misura presso le abitazioni di persone vulnerabili, nel caso specifico anziani ancora autosufficienti ma che necessitano di attenzione e accudimento parziale da parte dei caregiver.L’applicazione per smartphone sviluppata è destinata a supportare il caregiver, offrendo informazioni significative al fine di monitorare a distanza possibili situazioni critiche della persona vulnerabile e ridurre lo stato di affaticamento psicologico del caregiver stesso.
La App è di semplice utilizzo e con un’interfaccia amichevole: situazioni ed eventi critici relativi alla persona vulnerabile vengono segnalati tramite notifiche push di facile lettura e vengono gestiti direttamente dal caregiver. È possibile consultare lo storico degli eventi critici in ottica Data Driven e lo storico dei valori rilevati per ciascuno degli ambienti domestici monitorati.
La candidatura per La Salute nel Cuore arriva dal Comune di Gragnano Trebbiense, per il progetto che ha promosso la salute e il benessere lungo l’arco di tutta la vita, da 0 a 100 anni, attraverso azioni di prevenzione, educazione, sostegno alla genitorialità, rafforzamento dei legami intergenerazionali tra minori e anziani. L’iniziativa è nata dalla collaborazione e dal lavoro di rete territoriale tra Servizi Sociali comunali, Servizio Tutela Minori, Polo per l’Infanzia “La Casa delle Rane”, il Centro per le Famiglie distrettuale, il Centro Diurno Assistenziale per anziani, la Parrocchia ed è stata orientata alla prevenzione e promozione della salute psicofisica secondo i principi OMS
Come invecchiare in salute? Caminadores e i sentieri del benessere sono la risposta del Comune di Oliena e della ASL di Nuoro : in Sardegna l’invecchiamento della popolazione presenta sfide significative: l’indice di vecchiaia superiore alla media nazionale comporta un aumento delle malattie croniche (MCNT), riduzione dell’autonomia e crescenti costi sanitari. La sedentarietà e l’inattività fisica sono fattori determinanti che aggravano questa situazione, soprattutto nelle aree più svantaggiate e tra le fasce di popolazione più fragili. Per invertire questa tendenza, è fondamentale intervenire sui fattori di rischio modificabili lungo tutto il ciclo di vita. La prevenzione attraverso la promozione di uno stile di vita sano e attivo rappresenta una strategia efficace e sostenibile. Camminare rappresenta il modo più semplice ed economico per contrastare le malattie comunemente causate da stili di vita non corretti favorendo inoltre l’inclusione sociale e la socializzazione. Il progetto Caminadores nasce proprio da questa esigenza: promuovere uno stile di vita più attivo e salutare nella comunità di Oliena, un territorio ricco di tradizioni e di forte senso di appartenenza. Frutto di una collaborazione sinergica tra ASL di Nuoro, Comune di Oliena e Assessorato della Regione Sardegna, il progetto si propone come un esempio di innovazione sociale e sanitaria, volto a incentivare l’attività fisica come strumento di prevenzione, benessere e inclusione. L’approccio è basato su metodi partecipativi e multidisciplinari, con coinvolgimento attivo dei cittadini per garantire efficacia e sostenibilità nel tempo. Dopo una fase di pianificazione condivisa con i rappresentanti del Comune e della ASL, è stata attuata una campagna di sensibilizzazione rivolta a tutta la comunità, con l’obiettivo di diffondere consapevolezza sull’importanza dell’attività fisica, stimolare un senso di responsabilità collettiva, favorire un cambiamento culturale orientato a uno stile di vita più attivo. Le attività di cammino sono state avviate sotto la guida di un professionista qualificato, un laureato in scienze motorie (LSM) che pianifica e supervisiona le sessioni, assicurandone efficacia e sicurezza. Un ruolo fondamentale è svolto anche da un walking leader, scelto tra i partecipanti, che supporta e incoraggia gli altri, creando un clima di fiducia e partecipazione attiva. Questa leadership partecipativa rafforza il senso di comunità e motiva i partecipanti a mantenere un impegno costante. La supervisione scientifica è garantita dalla ASL di Nuoro, che monitora gli aspetti sanitari delle attività, mentre il Comune si occupa della logistica. Le attività si svolgono in spazi all’aperto messi a disposizione dal Comune, in sentieri e aree sicure adeguate alle caratteristiche del gruppo. Le attività prevedono programmi di allenamento studiati dal LSM e comprendenti esercizi aerobici, di equilibrio e di flessibilità, pensati per essere progressivi e adattabili alle esigenze di tutti i partecipanti. Il LSM si occupa di mantenere un contatto regolare con il gruppo, condividendo feedback, consigli e supporto emotivo. La partecipazione al gruppo è volontaria, gratuita ed è richiesta un’iscrizione online, che permette alla ASL di raccogliere le schede anamnestiche utili per monitorare lo stato di salute e personalizzare gli interventi. L’approccio integrato tra enti sanitari, istituzioni locali e partecipanti ha permesso di creare un progetto solido, sostenibile nel tempo e capace di generare un impatto positivo duraturo sulla comunità locale favorendo non solo il benessere fisico, ma anche l’inclusione sociale e il rafforzamento del senso di appartenenza alla comunità. Grazie a Caminadores, il camminare condiviso si trasforma in un gesto di cura, socializzazione e partecipazione attiva, contribuendo allo sviluppo di una società più sana e a una comunità più coesa.
L’iniziativa La città di Vicenza per un’infanzia più sicura arriva candidata dal Comune di Vicenza e si inserisce in un percorso strutturato di prevenzione e formazione avviato negli ultimi anni per rafforzare la sicurezza nei contesti educativi 0–6 anni.
All’interno del progetto “La città di Vicenza per un’infanzia più sicura”, grazie alla collaborazione con l’Aulss8 Berica, certificati American Heart Association e accreditati dalla Regione Veneto, già oltre 200 educatori, insegnanti e dipendenti dei nidi e delle scuole dell’infanzia comunali (27 istituti complessivi) sono stati formati e certificati nelle manovre salvavita di disostruzione delle viee aeree, alla rianimazione cardiopolmonare ed all’utilizzo del defibrillatore semiautomatico (DAE) su bambini e lattanti. Sempre nello stesso progetto, per un totale di 70 tra educatrici dei Servizi alla prima infanzia e docenti delle scuole dell’infanzia del Comune di Vicenza, hanno partecipato ad incontri formativi tenuti dai pediatri di libera scelta dell’Aulss8 Berica, sulla prevenzione degli incidenti a casa e a scuola, sui segnali di abuso e maltrattamento e sulle procedure per segnalazioni e certificazioni, tematiche emergenti e fondamentali per chi opera nei Servizi all’infanzia, per definire procedure e aspetti organizzativi in ambito educativo e scolastico. Ancora nel contesto dello stesso progetto nei mesi scorsi si è svolto un corso di “Analisi dei Pericoli e Punti Critici di Controllo” per personale di cucina, addetti alla distribuzione pasti ed educatori coinvolti nella manipolazione degli alimenti delle Scuole dell’Infanzia del Comune di Vicenza (Corso HACCP Hazard Analysis and Critical Control Points) i cui contenuti chiave sono stati l’igiene personale e le buone pratiche, i rischi alimentari e la prevenzione, la conservazione, preparazione e somministrazione dei pasti, la pulizia, sanificazione e tracciabilità degli alimenti. La successiva donazione da parte di associazioni cittadine di 10 defibrillatori, completi di teca, rappresenta quindi un passo concreto che rafforza quanto già costruito: scuole più preparate e sicure, personale formato e strumenti immediatamente disponibili in caso di emergenza. Un investimento in prevenzione che tutela non solo i bambini, ma anche educatori, operatori e famiglie che quotidianamente vivono gli spazi scolastici, trasformando le scuole in veri e propri presidi di cardioprotezione a servizio dell’intera città.
Dal Comune di Chiusi Della Verna arriva la candidatura per il progetto
Fratello Sole Sorella Luna: Una Biblioteca One Health: il comune, utilizzando il fondo di “Inclusione e coesione” del PNRR, ha aperto una biblioteca, affidandone la gestione a Isde medici per l’ambiente. Il team è costituito da professionisti, tra cui un artista inglese, residente nel comune, tutti fortemente motivati e competenti. Il progetto è nato con una metodologia di comunità, basata su un approccio partecipativo che coinvolge membri del territorio e mira ad accrescere consapevolezza, autostima in un’ottica di empowerment. Il comune, essendo a 1000 s.l.m. risente dell’abbandono da parte dei giovani, è costituito prevalentemente da popolazione anziana e, al tempo stesso, attira stranieri di diverse nazionalità. La biblioteca è stata allestita in un bello stabile, ex auditorium, inutilizzato da tempo. I principali settori nei quali si articola il patrimonio librario, i laboratori e le iniziative di divulgazione sono stati individuati dal Comune con ISDE, Convento Francescano, CAI, Parco delle Foreste Casentinesi e guide, Legambiente e CREA (Istituto di selvicoltura) Istituto Comprensivo del Casentino, Pro-loco di Chiusi, Cooperative locali di ambito ambientale e singoli abitanti. I settori scelti sono natura e biodiversità, esplorazione delle diverse forme di vita e degli ecosistemi presenti nel nostro territorio; parchi, foreste e ambienti naturali; approfondimento sulla gestione e la conservazione degli spazi verdi e delle aree protette; ambiente e salute: analisi delle interconnessioni tra qualità ambientale e benessere umano; cammini di tipo religioso ed escursionistico: percorsi a piedi, in bicicletta o a cavallo, con un focus su quelli di interesse storico e spirituale; biblioteche e gruppi di lettura: promozione della lettura attraverso la creazione del “Club di lettura” e altre iniziative bibliotecarie. Coinvolgimento delle scuole di Chiusi e delle vallate circostanti con incontri periodici per letture e laboratori creativi, utilizzando anche la lingua Inglese. Storia del territorio e ricerca degli antichi saperi: Studio e valorizzazione delle tradizioni locali e della storia del territorio e dei suoi abitanti.
Servizio di sviluppo di comunità Prisma-Attività Creative Terza Età. Azioni innovative in favore di una comunità attiva concorre al bando per il Comune di Padova, dove il Settore Servizi Sociali è promotore da diversi decenni di servizi di inclusione e di prevenzione, in particolare sono attivi il servizio di sviluppo di comunità, avviato nel 2003, e l’Ufficio Attività Creative per la Terza Età (ACTE), costituito nel 1982 a partire da esperienze concrete nate sul territorio. Le finalità del servizio ACTE rivolto agli over 65 sono quelle di creare un punto di riferimento attivo per la popolazione anziana della città offrendo occasioni di ritrovo e di relazione, dare la possibilità a molti di dedicarsi ad attività creative o di coltivare curiosità intellettuali, intervenendo non solo sul piano mentale, ma anche su quello fisico tramite l’attività motoria. Il Servizio di sviluppo di comunità Prisma nasce per supportare cittadine, cittadini, associazioni ed enti nella costruzione di comunità più inclusive e partecipative. Attraverso un approccio basato sulla collaborazione e sul coinvolgimento attivo, Prisma aiuta a rilevare i bisogni della popolazione e a sviluppare iniziative concrete nei sei quartieri della città. Nell’ambito dei servizi co-gestiti dal Comune di Padova e da sette cooperative sociali, hanno si riportano le seguenti attività svolte nel 2025 volte a contrastare la solitudine, l’isolamento sociale e la fragilità relazionale attraverso azioni di comunità, prossimità, partecipazione e rafforzamento dei legami intergenerazionali: mentoring anziani in collaborazione con Dipartimento di Psicologia di Comunità-Università degli studi di Padova; eventi divulgativi su tematiche della salute in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova-Progetto di Terza Missione 2025; tavolo territoriale sugli anziani presso il quartiere Forcellini; giovani in Acte- attività di dialogo intergenerazionale e di ricerca.
Dal Comune di Bologna giunge la candidatura del progetto Agenti di Salute: nuove pratiche di welfare di prossimità contro le disuguaglianze in salute: si tratta della progettazione di un nuovo servizio di promozione della salute e di benessere della comunità che, attraverso lo sviluppo di nuove pratiche di welfare di prossimità, realizzate da operatori con competenze di Agente di Salute – in fase di sperimentazione metodologica sul Quartiere Savena nel primo semestre del 2026 – miri a implementare forme e percorsi innovativi di ascolto, intercettazione ed emersione delle fragilità e solitudini esistenti, ne sappia monitorare gli andamenti, e sia in grado di promuovere risposte appropriate ai bisogni, in condivisione costante con le “sentinelle territoriali” già a Rete nei servizi e con le opportunità esistenti, comprensive sia dei Servizi Sanitari, territoriali e non, degli Infermieri di Comunità, dei Servizi Sociali di comunità, dei Servizi Educativi, degli Uffici Reti di Quartiere, degli Agenti di prossimità di FIU, sia delle opportunità offerte da Enti del Terzo Settore, Parrocchie, Esercenti attività commerciali stanziali, ed altri attori formali e informali competenti nella prossimità. Il Servizio dovrà quindi essere in grado di costruire vere e proprie “antenne territoriali di prossimità”, che nel quadro dei servizi esistenti e dei dati di fragilità disponibili, supportino e rafforzino il sistema cittadino di promozione della salute in tutte le sue declinazioni, nell’ottica di favorire al massimo grado la capacitazione e la resilienza dei singoli e favorendo contestualmente azioni di promozione dell’inclusione sociale e di partecipazione alla vita comunitaria.
Ben oltre il tabù arriva dal Comune di Martina Franca, si tratta del progetto che l’Ente ha realizzato avviando nel mese di novembre 2024 un’istruttoria pubblica rivolta a soggetti del Terzo Settore interessati a sviluppare interventi di educazione e sensibilizzazione all’affettività, alle relazioni e alla sessualità rivolti a studenti tra i 13 e i 16 anni.
L’Ente ha individuato quale soggetto attuatore delle attività l’Aps Restart e le attività sono state condotte da psicologhe e psicoterapeute esperte in tematiche educative e relazionali: Dr.ssa Donata Loiacono, Dr.ssa Maria Colucci, Dr.ssa Morena Caliandro e Dr.ssa Vitiana Bruno. Il progetto è stato arricchito anche dal coinvolgimento di altre associazioni in rete con l’Aps Restart: Associazione Dario Favia – Lasciateci le Ali ODV (Bari), con la Dott.ssa Donata Loiacono, Associazione Antopaninabella ODV (Bari), con la Dott.ssa Vitiana Bruno e l’Associazione culturale Upward di Martina Franca. ll progetto denominato “Ben oltre il tabù” è stato avviato il 7 marzo 2025 e si è concluso il 30 maggio 2025 con un evento aperto alla cittadinanza presso la Sala Consiliare del Comune. Durante questi mesi è stato sviluppato un percorso educativo partecipato, rivolto agli studenti delle scuole superiori del territorio, in particolare al Liceo Tito Livio (indirizzi classico, scientifico, linguistico e scienze umane) e all’lSS Leonardo da Vinci.Il dialogo su affettività e sessualità è stato favorito dai professionisti che hanno condotto le attività di sensibilizzazione e dialogo aperto su affettività, relazioni e sessualità, coinvolgendo attivamente gli studenti, anche attraverso l’utilizzo di Mentimeter, una piattaforma digitale che ha permesso agli studenti di partecipare attivamente e in modo dinamico alle discussioni, favorendo momenti di confronto autentico. Grazie alla professionalità degli esperti, è stato costruito un contesto stimolante e protetto, dove i ragazzi hanno potuto esprimersi liberamente e confrontarsi su temi spesso poco trattati in ambito scolastico.
“Speciali insieme”: il primo convegno dedicato all’inclusione e alle realtà del volontariato è il progetto che candida il Comune Zero Branco: in occasione della Giornata Mondiale della Disabilità del 2025 è stata organizzata un’intera mattinata dedicata a mettere in rete esperienze, competenze e testimonianze per costruire insieme una comunità più inclusiva e attenta ai bisogni delle persone con disabilità: questi obiettivi, sabato 29 novembre, il Comune di Zero Branco ha predisposto presso l’auditorium “Comisso” la prima edizione del convegno “Speciali Insieme – È nella cura di ogni istante che la vita si fa importante”. Si è trattato di una mattinata di confronto, ascolto e approfondimento dedicata al tema dell’inclusione e al lavoro quotidiano delle molte realtà che nel territorio si occupano di disabilità, creando uno spazio di dialogo concreto tra istituzioni, amministratori, professionisti, volontari e famiglie. L’iniziativa, promossa dal Comune di Zero Branco in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità del 3 dicembre, ha visto la partecipazione dell’Ulss 2 Marca Trevigiana – Uoc Uaf e See di Mogliano Veneto ed è stata realizzata grazie alla collaborazione delle associazioni locali che ogni giorno operano accanto a bambini, giovani e adulti con fragilità. Il convegno ha rappresentato una prima volta significativa per Zero Branco: mai prima d’ora, infatti, tutte associazioni attive nell’ambito della disabilità avevano condiviso un unico tavolo, un’unica narrazione, un unico spazio di confronto pubblico.
Dal Comune di Perugia la scelta per il progetto da candidare ricade su Consultori familiari 2.0: il progetto è stato realizzato in co-progettazione con Enti del terzo settore e in stretta collaborazione con l’Azienda USL Umbria1-Distretto del Perugino per la definizione e la realizzazione di attività ad alto tasso di integrazione socio-sanitaria per rispondere ai bisogni di una delicata fase di vita delle famiglie dal concepimento ai primi 1000 giorni di vita del bambino. Sono stati realizzati interventi di prevenzione e promozione del benessere della famiglia nell’ambito del percorso nascita in forte integrazione e all’interno dei Consultori familiari e promosso l’accesso facilitato dei genitori ad un’informazione mirata sui servizi dedicati ai primi 1000 giorni di vita del bambino. Ha contribuito ad arricchire l’offerta di servizi ed interventi secondo un approccio multidisciplinare su tematiche socio-sanitarie a partire dal percorso nascita, comprendendo percorsi integrati a carattere educativo, di orientamento e di supporto ai neogenitori, nonché a rivitalizzare ed ampliare la rete tra servizi, valorizzando anche le risorse presenti sul territorio. Ha rappresentato un’esperienza di successo per la sperimentazione di un modello innovativo di integrazione fra Comune, terzo settore e spazi socio-sanitari dei Consultori della Usl Umbria1. Il valore aggiunto delle attività, che sono state sviluppate nelle 4 sedi territoriali dei Consultori familiari del Distretto del Perugino, è derivato anche dalle azioni messe in atto per integrare le figure professionali e gli interventi già realizzati all’interno dei servizi con quelli messi in campo dal progetto (formazione congiunta, supervisione, incontri di programmazione). La condivisione dell’intero percorso sin dalla sua progettazione ha permesso la valorizzazione ed il riconoscimento reciproco delle competenze di ciascun soggetto coinvolto e consentito la realizzazione di azioni realmente multidisciplinari che mettessero al centro la persona nel suo complesso con una lettura globale del bisogno e la costruzione di una risposta non frammentata.
Cosa mi aspetto? Umanizzazione, orientamento e inclusione delle fragilità nella Casa della Comunità di Udine: dal Comune di Udine arriva la candidatura per questa iniziativa promossa dall’Ente in città grazie un accordo di “Progetto sperimentale di umanizzazione degli spazi rivolti a multiutenza, con particolare attenzione agli anziani e alle fragilità” sottoscritto da Comune, Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, Università degli Studi di Udine e ASP La Quiete. Nello specifico, in vista dell’apertura della Casa della Comunità cittadina presso la sede del Distretto di Udine in via San Valentino il progetto ha identificato come obiettivo il ripensamento della segnaletica e delle azioni complessive di orientamento, indicazione (in generale di “wayfinding” intese come cartellonistica ma non solo), dagli accessi fino ai diversi piani: le finalità ampie, che si sviluppano in sinergia con il più esteso piano degli interventi di ristrutturazione, riguardano il miglioramento dell’accessibilità a questa struttura, la possibilità di orientarsi efficacemente per trovare i diversi ambulatori e servizi, l’accoglienza, gli spazi di attesa. Le difficoltà di orientamento dentro la struttura erano infatti note e causate dalle caratteristiche architettoniche dell’edificio, articolato in tre “corpi”, due dei quali non comunicanti, e dalla possibilità di accedere dalla strada senza barriere direttamente solo da uno di questi. Dal punto di vista metodologico il progetto ha lavorato in primo luogo ad affinare la conoscenza di questo stato di fatto andando a indagare le necessità di dettaglio attraverso un’analisi delle criticità specifiche e degli elementi di buon funzionamento che ha applicato su questa struttura gli strumenti di indagine partecipata già messi a punto nell’ambito del progetto sperimentale che potevano meglio adattarsi a questo spazio. In particolare: giornate di osservazione presso gli spazi del distretto, con particolare attenzione alle zone di accesso, passaggio e attesa, che ha previsto anche numerose interviste informali con utenti e accompagnatori; un focus group con un gruppo di operatori che potesse far emergere diversi punti di vista ed esperienze sui temi dell’accessibilità e dell’orientamento a partire dai punti di vista di chi lavora quotidianamente nella struttura: la diffusione di un questionario compilato da 45 operatori della struttura per raccogliere ulteriori informazioni e punti di vista; la diffusione di un questionario agli utenti,
A questa fase ha fatto seguito la costruzione di proposte di intervento che rispondessero alle criticità individuate, che sono state prima delineate dallo staff interdisciplinare del progetto e a seguire sono state verificate e perfezionate insieme agli operatori, con un lavoro di armonizzazione e inclusione nel progetto complessivo di ristrutturazione della Casa della Comunità la cui inaugurazione ha coinciso con la realizzazione degli interventi pratici del progetto.
Il progetto “All aut inclusive” e “in&aut”, innovativa coprogettazione con il coinvolgimento del terzo settore, per realizzare un ecosistema territoriale per l’inclusione di minori e giovani neurodivergenti“ presentato dal Comune di Foggia nasce dalla coprogettazione tra l’Ambito Territoriale Sociale di Foggia/Comune di Foggia, e le Associazioni di Promozione Sociale “Il Girasole” e “IFun”, con l’obiettivo di contrastare la solitudine, l’isolamento sociale e la fragilità relazionale di minori e giovani neurodivergenti in età di transizione (13-21 anni). Il Progetto, articolato in due azioni, ha integrato interventi educativi, socio-abilitativi e di inclusione comunitaria attraverso laboratori inclusivi, percorsi di autonomia personale e sociale, gruppi di socializzazione e attività di parent training. La metodologia adottata per la gestione delle due azioni progettuali è quella della coprogettazione ex art. 55 D.Lgs. 117/2017, con pianificazione condivisa tra Ente Pubblico e Enti del Terzo Settore.Nel corso della programmazione è stata attuata la co-progettazione finalizzata alla promozione dell’inclusione sociale, del benessere e dell’autonomia delle persone con disturbo dello spettro autistico e delle loro famiglie, realizzata in sinergia con enti del Terzo Settore del territorio e il CAT/SNPIA dell’ASL Foggia. Le iniziative, pur differenti per approccio e struttura, hanno condiviso la medesima finalità di promuovere percorsi integrati di sostegno, socializzazione e crescita personale, attraverso attività laboratoriali, educative ed esperienziali condotte da équipe multidisciplinari altamente qualificate. Le due azioni, si sono articolate con la sperimentazione di molteplici attività laboratoriali, innovative nella metodologia d’azione, condotte in orario extrascolastico e curate da un’équipe multidisciplinare composta da psicologi, educatori, terapisti ABA, arteterapeuti, musicoterapeuti ed esperti di motoria e teatro. Tra le attività realizzate si segnalano i laboratori teatrali, laboratori di cucina, motori, di musicoterapia e arteterapia, di emozioni ed affettività, di autonomia personale e orientamento al lavoro, oltre a laboratori artigianali e di interventi assistiti con animali presso la Fattoria Didattica Emmaus. Particolare attenzione è stata dedicata alle famiglie dei partecipanti, con l’attivazione di un percorso di accompagnamento e di sostegno psicologico rivolto anche ai fratelli (siblings), attraverso incontri di gruppo e sportelli di ascolto individuali. L’azione, basata sull’innovatività, tecnologia ed approccio esperienziale, ha avuto come obiettivo principale la promozione delle competenze comunicative, relazionali e sociali attraverso un approccio educativo e terapeutico basato altresì sull’esperienza e sulla partecipazione attiva. Le attività, hanno previsto laboratori ludico-sensoriali, percorsi di stimolazione cognitiva, esercizi di autonomia e momenti di socializzazione strutturata. Sono stati inoltre realizzati incontri di formazione e sostegno per i genitori, con l’obiettivo di accompagnare le famiglie nella gestione quotidiana delle difficoltà e nel potenziamento delle competenze educative.
Il Comune di Trento sceglie di candidare “Spazi Per Crescere”, un progetto di promozione delle buone pratiche, cioè di quelle pratiche di cura ed educazione che, secondo evidenze scientifiche, apportano i maggiori benefici allo sviluppo di bambini e bambine e alla relazione genitori-figli: gioco, lettura, musica, contatto, uso consapevole delle tecnologie digitali in famiglia. Il progetto è promosso e realizzato da tre realtà del Comune di Trento che da più di dieci anni lavorano in rete per promuovere la genitorialità e il benessere familiare. Le realtà proponenti collaborano con i servizi del territorio (tra cui il Consultorio ASUIT) e aderiscono alla Rete Intrecci di Trento e dintorni.
Il fondamento scientifico è rappresentato dal “Nurturing Care Framework” (NCF), documento OMS-UNICEF di rilevanza internazionale che fornisce indicazioni su come investire nelle prime epoche della vita, i cosiddetti primi 1000 giorni.
Il progetto rientra tra le azioni previste dal Programma “Primi 1000 giorni” del Piano provinciale della Prevenzione 2020-2025”, con l’obiettivo di sviluppare nelle comunità locali modelli territoriali di integrazione e supporto alla genitorialità attraverso l’offerta attiva di pratiche basate su prove di efficacia per lo sviluppo del bambino e il sostegno alla relazione genitori-figli. Il progetto è condotto da operatrici formate al Corso multiprofessionale su sviluppo infantile precoce e programmi Nati per Leggere e Nati per la Musica.
Spazi per crescere è un progetto patrocinato da Asuit (Azienda Sanitaria Universitaria Trentina) e di Nati per Leggere e Nati per la Musica Trentino.
5 Km di Meraviglia – Scopri, Cammina, Rispetta, viene proposto dal Comune di Chioggia per la candidatura al bando: il progetto “5 km di Meraviglia” è un percorso educativo e partecipativo promosso dal Comune di Chioggia per promuovere salute, attività fisica e consapevolezza ambientale tra studenti e comunità locale, valorizzando la Laguna del Lusenzo come spazio naturale di benessere, apprendimento e cittadinanza attiva. L’iniziativa ha coinvolto gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado in giornate di cammino educativo lungo il percorso lagunare, integrate da attività sportive, laboratori di educazione ambientale e momenti di scoperta del territorio. Attraverso l’esperienza diretta dell’ambiente lagunare, i ragazzi hanno potuto riflettere sul legame tra salute, natura e qualità della vita urbana. Il percorso educativo è stato arricchito da un concorso fotografico, che ha invitato gli studenti a raccontare la laguna attraverso il proprio sguardo, stimolando osservazione, creatività e senso di appartenenza al territorio. La giornata conclusiva si è svolta presso l’Oratorio Salesiano affacciato sulla Laguna del Lusenzo, con la partecipazione degli istituti comprensivi coinvolti, delle famiglie e della comunità locale. Durante l’evento i ragazzi hanno potuto sperimentare diverse attività sportive e tradizionali legate alla cultura lagunare, tra cui la voga alla veneta, disciplina tipica della navigazione nelle lagune venete. Nel corso dell’incontro finale i dirigenti scolastici sono stati ringraziati per la collaborazione attraverso una lettera istituzionale firmata dall’Assessore ai Servizi Sociali e dall’Health City Manager, che ha illustrato il significato dell’iniziativa nel quadro delle politiche di promozione della salute. In questa occasione è stata inoltre condivisa l’adozione da parte del Comune di Chioggia, tramite deliberazione di Giunta, del Manifesto “La salute nelle città: bene comune”, consegnato simbolicamente ai dirigenti scolastici. Il progetto rappresenta un esempio di collaborazione intersettoriale tra amministrazione comunale, scuola, associazioni sportive e realtà del terzo settore, contribuendo alla costruzione di ambienti urbani più sani, inclusivi e sostenibili.
Il progetto Case Di Quartiere – Spazi Wimi candidato dal Comune di Milano, nasce in un contesto di amministrazione condivisa con il percorso di co-programmazione, ai sensi dell’art. 55 del Codice del Terzo Settore, avviato nel 2022 con l’obiettivo di definire nuovo modello di gestione del servizio dei Centri Socio Ricreativi Culturali del Comune di Milano. A conclusione della co-programmazione, a cui hanno partecipato 54 Enti del Terzo Settore (ETS), nel 2023 è stato avviato il percorso di co-progettazione per la “Messa a sistema di un modello di welfare territoriale a rete integrata pubblico e privato, volto a fornire ai cittadini risorse informative, di socialità, di benessere, di conoscenza, utili per orientarsi sempre più efficacemente nella comunità del futuro”. I tavoli di co-progettazione, costituiti da rappresentanti del Comune e degli ETS individuati attraverso un avviso pubblico, si sono svolti tra il 07/02/2024 e il 27/03/2024, attraverso un calendario di lavori articolato in sessioni plenarie dedicate a tematiche trasversali, in incontri specifici ed in gruppi di lavoro tematici. Nel corso degli incontri è stato elaborato, per ognuno dei 9 Municipi della città, un progetto unitario, con avvio a giugno 2024 e conclusione a maggio 2027 (con possibilità di prolungamento di altri 24 mesi). La fase realizzativa della co-progettazione coinvolge 9 Associazioni Temporanee di Scopo, per un totale di 62 ETS (cooperative sociali e APS) e ha come finalità generale la trasformazione dei 29 ex Centri Socio Ricreativi Culturali da “circoli per anziani” in Case di Quartiere, intese come nodi di una rete aperta di spazi pubblici che promuovono nei quartieri servizi e opportunità di prossimità per il benessere della popolazione anziana e non solo, perché, come sostiene l’OMS “La salute si sviluppa nei contesti della vita quotidiana – nei quartieri e nelle comunità in cui le persone vivono”.
La strategia del progetto si fonda su un approccio che riconosce la salute come bene comune e risultato della collaborazione tra cittadini, servizi e reti territoriali e valorizza la Casa di Quartiere, al cui interno sono presenti sportelli di informazione e orientamento denominati Spazi WeMi, come infrastruttura sociale di connessione tra i cittadini, i servizi pubblici e le realtà sociali del territorio e come presidio di prossimità promotore di socialità e salute. Il progetto interviene sul crescente fenomeno della solitudine e del rischio di isolamento tra la popolazione anziana (e non solo), accentuato dalla frammentazione delle reti di welfare e dalla prevalenza di un approccio centrato sull’assistenza e sulla cura sanitaria più che sulla promozione della salute nella sua multidimensionalità (fisica, mentale e sociale). Si propone di intervenire su tre ambiti principali di bisogno: salute e benessere relazionale, connessioni sociali e territoriali, cultura dell’ageing.
Il Comune di Verona sceglie di candidare all’Oscar della Salute il progetto Salute- Comunità -Relazioni- Anziani (ma non solo)- Spazi di welfare territoriale Sport Expo Week – Verona Città dello Sport (19–25 maggio 2025). Il Comune di Verona è ideatore e promotore del progetto, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Verona, Fondazione Bentegodi, istituzioni, scuole, federazioni e associazioni sportive del territorio. Fondamentale è la collaborazione con il Corso di Laurea in Scienze Motorie che fornisce oltre 300 tirocinanti. Si tratta di una manifestazione diffusa, interamente gratuita, ideata e promossa dal Comune di Verona nell’ambito delle proprie politiche di promozione della salute e realizzata con il coordinamento organizzativo di Fondazione Bentegodi. L’iniziativa rappresenta uno degli strumenti con cui l’amministrazione comunale promuove stili di vita attivi, inclusione sociale e benessere della comunità, in coerenza con i principi del modello Health in All Policies promosso dalla Rete Città Sane – OMS. Giunta nel 2025 alla 19ª edizione e in continua espansione, Sport Expo Week ha trasformato Verona in una grande palestra urbana a cielo aperto, offrendo a bambini, ragazzi e famiglie la possibilità di sperimentare gratuitamente numerose discipline sportive. Il progetto interpreta la città come un vero e proprio setting di salute, in cui politiche urbane, spazi pubblici e partecipazione della comunità contribuiscono a creare condizioni favorevoli al benessere e a stili di vita attivi. In questa prospettiva, l’iniziativa agisce sui determinanti sociali e ambientali della salute, integrando politiche sportive, educative e sociali. Le attività si sono svolte dal 19 al 22 maggio 2025 in diversi luoghi della città: piazze e parchi nelle otto Circoscrizioni cittadine che hanno partecipato attivamente all’iniziativa, contribuendo a portare lo sport nei luoghi di vita quotidiana delle famiglie. Il weekend conclusivo, dal 23 al 25 maggio, si è invece svolto presso la Fiera di Verona, con oltre 40 discipline sportive sperimentabili Il progetto ha coinvolto principalmente bambini e ragazzi tra gli 8 e i 18 anni, senza dimenticare i più piccoli: per loro sono state organizzate attività ludico-motorie favorendo l’avvicinamento precoce al movimento e alla cultura dello sport. Tra le principali iniziative: playground sportivi nelle Circoscrizioni, attività e dimostrazioni sportive nelle piazze con il format “Piazze in Sport”, tornei studenteschi e momenti di riflessione sul valore educativo e sociale dello sport, tra cui i convegni “Facciamo sport… anche contro la violenza” e “Lo sport Paralimpico verso Milano Cortina 2026”. L’edizione 2025 ha inoltre consolidato l’utilizzo dello strumento digitale Expo QR Code, che ha consentito ai partecipanti di registrare le discipline sperimentate e ricevere informazioni sulle opportunità sportive del territorio. Sport Expo Week ha contribuito a rafforzare l’immagine di Verona come città promotrice di salute, trasformando temporaneamente l’intero spazio urbano in un ambiente attivo, inclusivo e partecipato, capace di favorire il benessere delle nuove generazioni e dell’intera comunità.
Il progetto ALLENAMENTE…: Laboratori di stimolazione per invecchiamento attivo candidato dal Comune di Ancona e realizzato dall’Ente in collaborazione con l’Associazione Don Giovanni Mantovani. Il progetto è nato dal bisogno di contrastare la solitudine e l’isolamento sociale degli anziani, favorendo il loro benessere psicofisico e la partecipazione attiva alla vita comunitaria. Nel Comune di Ancona la fascia over 65 rappresenta una parte significativa della popolazione con un numero crescente di persone che vivono sole. Il progetto ha proposto un percorso culturale, esperienziale e relazionale capace di restituire senso di appartenenza, identità e protagonismo sociale negli anziani. Sono state proposte una serie di attività cognitive e relazionali per stimolare le capacità residue degli anziani e rafforzare il loro senso di appartenenza alla comunità e laboratori sull’invecchiamento attivo, spazi dedicati a promuovere salute e benessere delle persone anziane attraverso attività fisiche, cognitive e sociali. Sono stati attivati incontri di fitness, training della memoria, attività di musicoterapia, incontri con professionisti per approfondire e sensibilizzare la cittadinanza sul tema, attività artistiche con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita degli anziani ed aiutarli a mantenere l’autonomia e la partecipazione alla vita sociale. Il progetto è stato realizzato secondo un approccio integrato, partecipativo e centrato sulla persona, valorizzando le capacità residue e rispettando i tempi individuali. La dimensione gruppale ha favorito la socializzazione, il confronto ed il supporto reciproco.
Dal Comune di Modena la scelta per la candidatura è di presentare GP Giovani – Gruppi Persone Giovani. La demenza è una condizione in costante aumento nella popolazione mondiale ed è stata riconosciuta come una priorità globale di salute pubblica. Il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e di Alzheimer’s Disease International stimava già nel 2010 circa 35,6 milioni di persone con demenza, con una previsione di raddoppio entro il 2030. Tali dati evidenziano la necessità di sviluppare politiche e interventi coordinati a livello internazionale, nazionale e locale, capaci di rispondere in modo efficace ai bisogni emergenti delle persone colpite e delle loro famiglie. Una quota significativa di casi riguarda persone che sviluppano la malattia prima dei 65 anni, condizione definita demenza a esordio precoce (Young Onset Dementia – YOD). In questi casi la malattia colpisce persone spesso ancora attive sul piano lavorativo, sociale e familiare, generando un impatto particolarmente critico: interruzione dell’attività professionale, riduzione delle reti sociali, difficoltà economiche e un elevato carico emotivo e organizzativo per i caregiver.
Le persone con YOD presentano inoltre bisogni specifici spesso poco intercettati dai servizi tradizionali, generalmente progettati per una popolazione molto anziana. Emergono infatti esigenze legate al mantenimento dell’identità personale, alla valorizzazione delle competenze residue e alla partecipazione ad attività sociali, culturali e cognitive adeguate all’età. A ciò si aggiunge l’eterogeneità dei quadri clinici – come le forme frontotemporali o le varianti linguistiche della malattia di Alzheimer – che richiedono interventi flessibili e altamente personalizzati. In questo contesto nasce il Progetto “GP Giovani – Gruppi Persone Giovani”, promosso dall’Associazione GP Vecchi e dalla Neurologia Cognitiva dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena e in collaborazione con il Comune di Modena. Il progetto intende sviluppare un modello innovativo di intervento psicosociale per persone con demenza a esordio precoce, finalizzato a promuovere benessere, partecipazione sociale e qualità della vita delle persone con YOD e dei loro familiari.
La metodologia progettuale si basa su un approccio centrato sulla persona e su una presa in carico integrata tra servizi sanitari, associazione e comunità. Il progetto si propone quindi di sperimentare un modello replicabile di intervento comunitario per la demenza a esordio precoce, capace di integrare competenze cliniche, risorse associative e partecipazione sociale.
È MOLFEST il titolo del progetto presentato dal Comune di Molfetta il progetto persegue macro-obiettivi integrati volti a generare un impatto strutturale sulla qualità della vita urbana e sul benessere dei cittadini: la promozione della Salute Sociale e Contrasto all’Isolamento: utilizzare il “linguaggio pop” come strumento terapeutico e sociale per intercettare le fasce di popolazione a rischio marginalità (giovani NEET, persone con disabilità, anziani), favorendo la riconnessione relazionale e il benessere psicofisico attraverso la partecipazione attiva; l’abbattimento delle Barriere e Inclusione Radicale: implementare un modello di accessibilità universale (fisica, economica e sensoriale) che trasformi lo spazio urbano in un luogo privo di ostacoli, garantendo il diritto alla cittadinanza culturale per ogni individuo, indipendentemente dalle condizioni di partenza; l’ingegneria Urbana e Riqualificazione Simbolica: riscrivere la funzione dei luoghi storici e periferici della città, trasformandoli da semplici spazi di transito in “hub di comunità” sicuri e ad alta densità educativa, promuovendo una nuova percezione della sicurezza urbana basata sulla cura e sulla bellezza.
Il Comune di Amendolara candida invece Longevity Run: nel 2025 l’Ente ha ospitato e promosso la Longevity Run, iniziativa dedicata alla promozione della salute, della prevenzione e dei corretti stili di vita. L’evento ha rappresentato un’importante occasione per sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza dell’attività fisica, della prevenzione e dell’adozione di comportamenti salutari, in linea con le politiche di promozione della salute promosse a livello nazionale e internazionale. La manifestazione si è articolata in una giornata dedicata al benessere e alla prevenzione, comprendente attività sportive aperte alla popolazione, momenti di informazione sanitaria e iniziative di screening gratuito. Il cuore dell’evento è stato rappresentato dalla corsa/camminata non competitiva aperta a persone di tutte le età, pensata per favorire la partecipazione diffusa e promuovere l’attività fisica come strumento accessibile di prevenzione e miglioramento della qualità della vita. Accanto alla dimensione sportiva, l’iniziativa ha previsto attività di informazione e sensibilizzazione sui temi della longevità e della salute, con il coinvolgimento di professionisti e operatori sanitari. Durante l’evento i cittadini hanno avuto la possibilità di ricevere indicazioni utili su stili di vita sani, prevenzione delle patologie croniche e monitoraggio di alcuni parametri di salute. Il progetto ha inoltre favorito la partecipazione attiva della comunità locale, coinvolgendo associazioni, volontari, operatori sanitari e istituzioni in un percorso condiviso volto a rafforzare la cultura della prevenzione e della cura della salute. La Longevity Run è diventata così un momento di aggregazione sociale e di educazione alla salute, capace di unire sport, prevenzione e valorizzazione del territorio. L’iniziativa ha contribuito anche alla valorizzazione del contesto urbano e paesaggistico di Amendolara, promuovendo un modello di sviluppo che integra salute, ambiente e qualità della vita. La manifestazione ha rappresentato un esempio concreto di come eventi pubblici possano diventare strumenti efficaci per diffondere comportamenti salutari e rafforzare il legame tra cittadini, territorio e istituzioni. Grazie alla collaborazione tra amministrazione comunale, realtà associative e partner coinvolti nell’organizzazione della Longevity Run, il progetto ha generato un impatto positivo in termini di partecipazione, sensibilizzazione e promozione della salute, configurandosi come un’esperienza replicabile e sostenibile anche in altri contesti territoriali L’iniziativa, tenutasi dal 23 al 25 maggio 2025, ha previsto workshop scientifici, check-up gratuiti e la corsa amatoriale “Longevity Run” su un percorso di 7 km, con il patrocinio dell’ASP di Cosenza e la collaborazione della Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS
Infine arriva da Roma Capitale la candidatura per il progetto Rome for Baby: l’attenzione alla tutela dell’infanzia è uno dei principali obiettivi dell’Amministrazione di Roma Capitale, soprattutto in quelle situazioni di isolamento e marginalità, dove è più difficile raggiungere e mantenere standard minimi di vita e di benessere e dove la nascita dei figli può avere ricadute significative sulla situazione economica e socio relazionale delle famiglie. Affiancare e sostenere, nel primo anno di vita dei bambini, il loro percorso educativo in diversi aspetti, dall’alimentazione adeguata, al supporto nelle relazioni di cura, può positivamente sul loro futuro. Il contrasto alla povertà materiale e educativa dei nuclei più vulnerabili e/o a rischio marginalità non può prescindere dalla presenza territoriale, dalla creazione di un lavoro di rafforzamento e sinergia delle reti attive per sensibilizzare e promuovere un contatto privilegiato e attento alle famiglie e alle neomamme, anche per superare momenti di crisi e di emergenza. Da queste riflessioni nasce il progetto ROME FOR BABY RETE DI CURA PER LA PRIMA INFANZIA IN SITUAZIONI DI FRAGILITÀ SOCIOECONOMICA, IN COLLABORAZIONE CON LA RETE DELLE FARMACIE FARMACAP E GLI SPORTELLI DI PROSSIMITÀ SOCIOSANITARIA. Il progetto, nelle tre edizioni, ha previsto un aiuto concreto a neogenitori (card da utilizzare in farmacia per prodotti per la prima infanzia), sia in termini economici che di affiancamento e sostegno psicologico e gruppi di auto aiuto alle neomamme per sostegno dei giorni dopo il parto. Il servizio è stato realizzato presso gli sportelli sociali delle farmacie comunali di Roma Capitale.
La commissione valutatrice composta da rappresentati scientifci di importanti stakeholder istituzionali, da TEHA Group – The European House – Ambrosetti, alla Fondazione GIMBE, da Federsanità all’Istituto Superiore di Sanità, dal DISA Università degli Studi di Bergamoa SPORT e SALUTE, da ANCI all’Health Cites Institute, dal Dipartimento di Scienze Motorie, Umane e della Salute Università di Roma “Foro Italico”, alla Società Italiana di Scienze Motorie e Sportive (SISMeS) e molti altri.
I migliori progetti verranno presentati durante il XXIII Meeting Nazionale della Rete che in occasione del 25° anniversario dell’Associazione, si celebrerà a Roma il 5 e 6 maggio con il titolo “Città che si prendono cura. 25 anni di impegno per la salute urbana”.