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Oscar della Salute 2026, un successo della Rete Città Sane – OMS
L’edizione 2026 dell’Oscar della Salute ha visto la partecipazione di numerosi progetti provenienti da tutta Italia, a conferma della capacità dei Comuni di essere luoghi di innovazione concreta, vicinanza ai bisogni e costruzione di risposte territoriali sui grandi temi della salute pubblica. La selezione dei progetti è avvenuta anche grazie al contributo di una giuria di esperti esterni, promossa dalla stessa Rete, chiamata a valutare le candidature sulla base della qualità progettuale, dell’impatto, dell’innovatività e della possibilità di replicazione delle esperienze presentate.
Il Mini Oscar della Salute 2026, riservato ai Comuni sotto i 15.000 abitanti, è stato assegnato al Comune di Oliena per il progetto “Caminadores e i sentieri del benessere”, realizzato con la ASL di Nuoro: un’iniziativa che promuove l’invecchiamento attivo, la prevenzione e l’inclusione sociale attraverso gruppi di cammino guidati, trasformando l’attività fisica in uno strumento semplice, accessibile e comunitario di salute pubblica.
La giuria ha inoltre attribuito una menzione speciale al Comune di Bologna per l’originalità e l’innovazione delle tematiche affrontate; ai Comuni di Bari, Caorle e Milano per la capacità di coinvolgimento e partecipazione; e ai Comuni di Alberobello, Tollo e Zero Branco per la trasferibilità dei progetti presentati.
“L’Oscar della Salute non è un semplice premio, ma un atto politico e culturale” – ha dichiarato il Presidente della Rete Italiana Città Sane – OMS, Lamberto Bertolé. “È il riconoscimento del lavoro che i Comuni italiani svolgono ogni giorno per avvicinare la salute alle persone, nei quartieri, nelle scuole, nei parchi, nei luoghi della vita quotidiana. Troppo spesso si continua a pensare alla salute come a una materia che riguarda soltanto i servizi sanitari. Noi sappiamo invece che la salute si costruisce anche nelle politiche educative, sociali, urbanistiche, ambientali, sportive. E sappiamo che i Comuni, pur tra mille difficoltà, sono il livello istituzionale che più da vicino intercetta i bisogni reali delle persone e prova a tradurli in risposte concrete. In una fase in cui i sistemi sanitari vivono una crisi di sostenibilità, le città possono e devono essere laboratori pubblici di innovazione, inclusione e prevenzione. L’Oscar della Salute serve proprio a questo: a dare valore alle esperienze migliori, a farle emergere e a favorirne la diffusione, perché dalle buone pratiche locali può nascere una visione più forte e più moderna della salute pubblica”.