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	<title>Rete Città Sane</title>
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		<title>Generazione Città Sane: la Rete lancia un laboratorio nazionale per giovani competenze sulla salute urbana</title>
		<link>https://www.retecittasane.it/news/generazione-citta-sane-la-rete-lancia-un-laboratorio-nazionale-per-giovani-competenze-sulla-salute-urbana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fantiz]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:47:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Giovani studenti e neolaureati saranno coinvolti in un percorso di apprendimento, confronto e produzione dedicato al ruolo delle città nella promozione della salute. La Rete Italiana Città Sane – OMS avvia Generazione Città Sane, un nuovo progetto nazionale pensato per coinvolgere giovani studenti universitari e neolaureati sui temi della salute urbana, della prevenzione e del  [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giovani studenti e neolaureati saranno coinvolti in un percorso di apprendimento, confronto e produzione dedicato al ruolo delle città nella promozione della salute.</strong></p>
<p>La <strong>Rete Italiana Città Sane – OMS</strong> avvia <strong>Generazione Città Sane</strong>, un nuovo progetto nazionale pensato per coinvolgere giovani studenti universitari e neolaureati sui temi della salute urbana, della prevenzione e del ruolo dei Comuni nella costruzione del benessere delle comunità.</p>
<p>L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che la salute non si costruisce solo nei servizi sanitari, ma anche nelle scelte che riguardano le città: ambiente, movimento quotidiano, spazi pubblici, relazioni sociali, dati, accessibilità, qualità della vita e contrasto alle disuguaglianze.</p>
<p>Con <strong>Generazione Città Sane</strong>, la Rete intende promuovere un <strong>laboratorio nazionale di apprendimento, confronto e produzione</strong>, capace di avvicinare giovani competenze ai bisogni concreti dei territori e degli amministratori locali.</p>
<p><strong>Il progetto</strong></p>
<p>La prima edizione avrà carattere sperimentale e sarà costruita a partire da una rosa di ambiti tematici legati alla salute urbana.</p>
<p>In base alla qualità delle candidature ricevute, saranno attivate <strong>almeno due coppie di lavoro</strong>, fino a un massimo di una coppia per ciascun ambito selezionato.</p>
<p>Ogni coppia sarà composta da giovani con competenze e provenienze territoriali complementari, valorizzando anche il dialogo tra territori diversi del Paese.</p>
<p>Il percorso operativo si svolgerà prevalentemente <strong>da remoto</strong>, da <strong>ottobre 2026 a gennaio 2027</strong>, attraverso momenti di confronto online, laboratori tematici e attività di lavoro guidato. È prevista, salvo diverse esigenze organizzative, la partecipazione dei giovani selezionati al<strong> Meeting nazionale 2027</strong> della Rete, in occasione della presentazione pubblica dei lavori.</p>
<p>Il progetto porterà alla realizzazione dei primi <strong>Quaderni per le Città Sane</strong>, brevi documenti pratici e divulgativi pensati per offrire ai Comuni strumenti, idee, esempi e indicatori utili.</p>
<p>I lavori saranno presentati nel mese di febbraio 2027, in occasione del Meeting nazionale della Rete.</p>
<p><strong>Gli ambiti tematici</strong><br />
Le candidature potranno riguardare diversi ambiti di lavoro.</p>
<p><strong>Città attive, movimento e prevenzione</strong><br />
Questo ambito riguarda il rapporto tra città, movimento quotidiano, sport di prossimità e prevenzione. Il lavoro potrà approfondire come spazi urbani, servizi di quartiere, impianti sportivi, parchi, percorsi pedonali e reti associative possano favorire stili di vita più attivi, accessibili e inclusivi. Potranno rientrare in questo ambito temi come camminabilità, sport nei quartieri, gruppi di cammino, attività fisica per anziani, giovani e persone fragili, accessibilità degli impianti e indicatori per leggere quanto una città favorisca il movimento.<br />
<strong>Relazioni, solitudine e comunità</strong><br />
Questo ambito riguarda la qualità dei legami sociali come elemento centrale della salute urbana. Il lavoro potrà approfondire come i Comuni possano intercettare isolamento, fragilità relazionale e solitudine, ma anche promuovere connessione sociale, reti di prossimità, partecipazione e comunità più inclusive. Potranno rientrare in questo ambito temi come anziani soli, giovani, volontariato, luoghi di prossimità, reti di quartiere, sentinelle sociali, partecipazione civica, contrasto all’isolamento e costruzione di comunità.<br />
<strong>Spazi pubblici, prossimità e qualità della vita urbana</strong><br />
Questo ambito riguarda lo spazio pubblico come infrastruttura quotidiana di salute, benessere e inclusione. Il lavoro potrà approfondire come piazze, biblioteche, parchi, centri civici, mercati, case di quartiere, scuole, impianti e luoghi di aggregazione possano diventare spazi capaci di generare relazione, sicurezza, accessibilità, movimento e qualità della vita. Potranno rientrare in questo ambito temi come qualità urbana, accessibilità, sicurezza percepita, uso sociale degli spazi, prossimità dei servizi, città pubblica e luoghi dell’incontro.<br />
<strong>Dati, fragilità e disuguaglianze urbane</strong><br />
Questo ambito riguarda la capacità dei Comuni di leggere meglio i bisogni dei territori attraverso dati, indicatori e strumenti semplici di analisi. Il lavoro potrà approfondire come dati sociali, demografici, ambientali, territoriali e di accesso ai servizi possano aiutare gli amministratori a individuare fragilità, disuguaglianze e priorità di intervento. Potranno rientrare in questo ambito temi come mappe di fragilità, indicatori di salute urbana, disuguaglianze tra quartieri, accessibilità ai servizi, open data, dashboard comunali e valutazione delle politiche locali.<br />
<strong>Ambiente urbano, One Health e convivenza</strong><br />
Questo ambito riguarda il rapporto tra salute umana, ambiente, animali, biodiversità e qualità degli ecosistemi urbani. Il lavoro potrà approfondire come i Comuni possano tradurre l’approccio One Health in politiche concrete, capaci di tenere insieme ambiente urbano, verde, animali in città, benessere delle persone, regolamenti locali e convivenza negli spazi pubblici. Potranno rientrare in questo ambito temi come biodiversità urbana, animali da compagnia, anziani e animali, verde urbano, regolamenti comunali, salute ambientale, educazione civica e gestione condivisa degli spazi.<br />
<strong>Comunicazione pubblica, fiducia e salute</strong><br />
Questo ambito riguarda il modo in cui i Comuni comunicano salute, prevenzione, benessere e corretti stili di vita ai cittadini. Il lavoro potrà approfondire come costruire una comunicazione pubblica più chiara, accessibile, non paternalistica e capace di raggiungere pubblici diversi, rafforzando fiducia, partecipazione e consapevolezza. Potranno rientrare in questo ambito temi come campagne di prevenzione, linguaggi istituzionali, comunicazione social, comunicazione nei quartieri, contrasto alla disinformazione, coinvolgimento dei cittadini e rapporto tra fiducia pubblica e salute.</p>
<p><strong>Chi può candidarsi</strong><br />
Il progetto si rivolge a <strong>studenti universitari, laureandi, neolaureati e giovani interessati ai temi della salute urbana</strong>, con percorsi di studio o esperienze legate, ad esempio, a:<br />
urbanistica, architettura, pianificazione territoriale, design dei servizi, scienze sociali, sociologia, servizio sociale, politiche pubbliche, amministrazione pubblica, scienze politiche, economia, statistica, data science, informatica, comunicazione pubblica, giornalismo, marketing sociale, scienze ambientali, sostenibilità, geografia, salute pubblica, medicina, professioni sanitarie, scienze motorie, sport management, psicologia, pedagogia, scienze dell’educazione, welfare, innovazione sociale, cooperazione, terzo settore e sviluppo di comunità.</p>
<p>Non è richiesta una specializzazione già compiuta: saranno valorizzati motivazione, curiosità, capacità di scrittura e interesse per il ruolo dei Comuni nella promozione della salute.<br />
Cosa faranno i partecipanti<br />
I giovani selezionati prenderanno parte a:<br />
● un momento iniziale di introduzione alla Rete e alla salute urbana;<br />
● laboratori tematici con esperti, amministratori, università e stakeholder;<br />
● attività di ricerca applicata;<br />
● lavoro in coppia su uno degli ambiti selezionati;<br />
● produzione di un breve Quaderno operativo per i Comuni.<br />
Ogni Quaderno dovrà essere semplice, leggibile e concreto: non un elaborato accademico, ma uno strumento utile agli amministratori locali.</p>
<p>Per i giovani partecipanti il percorso rappresenterà anche un’occasione di crescita personale e professionale, permettendo di confrontarsi con amministratori, esperti e stakeholder nazionali, acquisire competenze sui temi della salute urbana e contribuire a un progetto concreto della Rete Italiana Città Sane – OMS.</p>
<p><strong>Riconoscimento economico</strong><br />
Per valorizzare l’impegno richiesto, è previsto un <strong>riconoscimento economico di 500 euro per ciascun giovane partecipante</strong>.<br />
Al termine del percorso sarà inoltre assegnato un premio alla <strong>coppia che avrà realizzato il lavoro più significativo</strong>, pari a ulteriori 5<strong>00 euro per ciascun componente della coppia</strong>.</p>
<p><strong>Come candidarsi</strong><br />
Le candidature dovranno essere inviate entro il <strong>15 settembre 2026</strong> all’indirizzo:<br />
segreteria@retecittasane.it<br />
con oggetto:<br />
“<strong>Candidatura Generazione Città Sane</strong>”</p>
<p>Nella candidatura dovranno essere indicati:<br />
● nome e cognome;<br />
● città e territorio di provenienza;<br />
● percorso di studi;<br />
● ambito tematico di interesse;<br />
● breve motivazione;<br />
● eventuali esperienze coerenti;<br />
● disponibilità a partecipare al percorso da ottobre 2026 a gennaio 2027;<br />
● CV in allegato.</p>
<p><strong>Una nuova generazione di competenze per le città sane</strong><br />
Con <strong>Generazione Città Sane</strong>, la Rete Italiana Città Sane – OMS intende investire sui giovani e rafforzare il proprio ruolo come spazio nazionale di confronto, apprendimento e produzione di strumenti utili ai Comuni.</p>
<p>Consulta le FAQ -&gt; <a href="https://www.retecittasane.it/news/faq-generazione-citta-sane/" target="_blank" rel="noopener">clicca qui </a></p>
<p>L’obiettivo è semplice: costruire una nuova generazione di competenze capaci di leggere le trasformazioni urbane e contribuire a città più sane, inclusive, attive e attente alla qualità della vita delle persone.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>FAQ Generazione Città Sane</title>
		<link>https://www.retecittasane.it/news/faq-generazione-citta-sane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fantiz]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:41:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.retecittasane.it/?p=3166</guid>

					<description><![CDATA[Chi può candidarsi? Possono candidarsi giovani studenti universitari, laureandi, neolaureati e giovani interessati ai temi della salute urbana, con percorsi di studio o esperienze coerenti con gli ambiti del progetto. Saranno valorizzati motivazione, curiosità, capacità di scrittura, interesse per il ruolo dei Comuni e disponibilità a lavorare in modo concreto su un elaborato finale. Serve  [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Chi può candidarsi?</strong><br />
Possono candidarsi giovani studenti universitari, laureandi, neolaureati e giovani interessati ai temi della salute urbana, con percorsi di studio o esperienze coerenti con gli ambiti del progetto.<br />
Saranno valorizzati motivazione, curiosità, capacità di scrittura, interesse per il ruolo dei Comuni e disponibilità a lavorare in modo concreto su un elaborato finale.</p>
<p><strong>Serve essere già laureati?</strong><br />
No. Il progetto è aperto anche a studenti universitari e laureandi.<br />
Non è richiesta una specializzazione già compiuta: conta soprattutto l’interesse per i temi della salute urbana e la disponibilità a partecipare al percorso.</p>
<p><strong>Quali percorsi di studio sono considerati utili?</strong><br />
Sono considerati coerenti, a titolo di esempio, percorsi in urbanistica, architettura, pianificazione, scienze sociali, sociologia, servizio sociale, scienze politiche, amministrazione pubblica, economia, statistica, data science, comunicazione, giornalismo, scienze ambientali, sostenibilità, salute pubblica, professioni sanitarie, scienze motorie, psicologia, pedagogia, welfare, innovazione sociale e terzo settore.<br />
L’elenco non è chiuso: saranno valutate anche candidature con percorsi diversi, purché coerenti con gli obiettivi del progetto.</p>
<p><strong>Su quali temi lavoreranno i partecipanti?</strong><br />
La prima edizione partirà da una rosa di ambiti tematici legati alla salute urbana.<br />
Tra questi: città attive, movimento e prevenzione; relazioni, solitudine e comunità; spazi pubblici, prossimità e qualità della vita urbana; dati, fragilità e disuguaglianze urbane; ambiente urbano, One Health e convivenza; comunicazione pubblica, fiducia e salute.<br />
Le coppie di lavoro saranno attivate in base alla qualità delle candidature ricevute e alla coerenza dei profili.</p>
<p><strong>Quanti giovani saranno selezionati?</strong><br />
Saranno attivate almeno due coppie di lavoro, fino a un massimo di una coppia per ciascun ambito selezionato.<br />
Ogni coppia sarà composta da due giovani con competenze e provenienze possibilmente complementari.</p>
<p><strong>Il percorso sarà in presenza o da remoto?</strong><br />
Il percorso si svolgerà prevalentemente da remoto, attraverso incontri online, laboratori tematici e lavoro guidato.<br />
È prevista la partecipazione alla presentazione finale dei lavori durante il Meeting nazionale 2027 della Rete Italiana Città Sane – OMS.</p>
<p><strong>Quanto dura il progetto?</strong><br />
La fase operativa si svolgerà da ottobre 2026 a gennaio 2027.<br />
I lavori saranno presentati nel mese di febbraio 2027, in occasione del Meeting nazionale della Rete.</p>
<p><strong>Che impegno è richiesto?</strong><br />
L’impegno sarà compatibile con un percorso universitario o con altre attività formative e professionali.<br />
Saranno richiesti partecipazione agli incontri online, lavoro in coppia, raccolta di materiali, confronto con esperti e produzione del Quaderno finale.</p>
<p><strong>Cosa produrranno i partecipanti?</strong><br />
Ogni coppia realizzerà un Quaderno per le Città Sane: un breve documento pratico e divulgativo, pensato per offrire ai Comuni idee, esempi, indicatori e strumenti utili sul tema assegnato.<br />
Non si tratta di un elaborato accademico, ma di uno strumento concreto per amministratori locali.</p>
<p><strong>È previsto un compenso?</strong><br />
Sì. È previsto un riconoscimento economico di 500 euro per ciascun giovane partecipante.<br />
Al termine del percorso sarà inoltre assegnato un premio alla coppia che avrà realizzato il lavoro più significativo, pari a ulteriori 500 euro per ciascun componente della coppia.</p>
<p><strong>Come ci si candida?</strong><br />
Le candidature dovranno essere inviate entro il 15 settembre 2026 all’indirizzo:<br />
segreteria@retecittasane.it<br />
con oggetto:<br />
Candidatura Generazione Città Sane<br />
La candidatura dovrà contenere una breve motivazione, l’indicazione dell’ambito tematico di interesse, il percorso di studi, la città o territorio di provenienza, eventuali esperienze coerenti e il CV in allegato.</p>
<p><strong>Come avverrà la selezione?</strong><br />
Le candidature saranno valutate sulla base di motivazione, coerenza del profilo, capacità di scrittura e sintesi, disponibilità effettiva, interesse per la dimensione pubblica e possibilità di costruire coppie di lavoro complementari.<br />
La selezione potrà prevedere brevi colloqui online.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rete Città Sane a Rimini Wellness 2026</title>
		<link>https://www.retecittasane.it/news/rete-citta-sane-a-rimini-wellness-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fantiz]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 11:23:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.retecittasane.it/?p=3127</guid>

					<description><![CDATA[Grazie alla conferma della partnership tra Rete Città Sane e Rimini Wellness, l’appuntamento internazionale dedicato all’intero ecosistema del mondo wellness: ultime tendenze, innovazioni e formazione per professionisti e gli appassionati del fitness, benessere e sport, si conferma l’appuntamento dal 29 maggio all’1 giugno 202​6 per testimoniare il grande impegno che caratterizza la Rete nella sensibilizzazione all’importanza dei sani  [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="gmail_default">G</span>razie alla conferma della partnership tra Rete Città Sane e <b>Rimini Wellness</b>, l’appuntamento internazionale dedicato all’intero ecosistema del mondo wellness: ultime tendenze, innovazioni e formazione per professionisti e gli appassionati del fitness, benessere e sport, si conferma l’appuntamento dal <b>29 maggio all’1 giugno 202<span class="gmail_default">​6</span></b> per testimoniare il grande impegno che caratterizza la Rete nella sensibilizzazione all’importanza dei sani stili di vita.</p>
<p>La rete sarà a disposizione <span class="gmail_default">​per tutta la durata della fiera</span> con il proprio staff p<span class="gmail_default">er ampliare</span> relazioni e sinergie con gli stakeholder ed il pubblico presso il <b>padiglione B3</b> (stand <span class="gmail_default">​06</span>8).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La salute urbana fa notizia: il Meeting della Rete Città Sane accende il dibattito nazionale</title>
		<link>https://www.retecittasane.it/news/la-salute-urbana-fa-notizia-il-meeting-della-rete-citta-sane-accende-il-dibattito-nazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fantiz]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 16:28:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[LINK PER SCARICARE LA RASSEGNA COMPLETA Il Meeting nazionale della Rete Italiana Città Sane – OMS, ospitato a Roma nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, ha rappresentato un momento importante di confronto tra Comuni, istituzioni, mondo scientifico, terzo settore e stakeholder impegnati nella promozione della salute urbana. Ma è stato anche qualcosa di più: una  [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.retecittasane.it/rassegna-stampa/" target="_blank" rel="noopener">LINK PER SCARICARE LA RASSEGNA COMPLETA</a></p>
<p>Il Meeting nazionale della Rete Italiana Città Sane – OMS, ospitato a Roma nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, ha rappresentato un momento importante di confronto tra Comuni, istituzioni, mondo scientifico, terzo settore e stakeholder impegnati nella promozione della salute urbana. Ma è stato anche qualcosa di più: una conferma della crescente attenzione pubblica verso il ruolo delle città nella costruzione del benessere.</p>
<p>A raccontarlo è la ricca rassegna stampa raccolta nei giorni successivi all’evento, con uscite su alcune tra le principali testate nazionali, agenzie di stampa, media generalisti e testate specializzate. Tra queste, ANSA, Adnkronos, la Repubblica, La Stampa, Huffington Post, Il Giornale, Il Tempo, Quotidiano Sanità, Panorama Sanità, Medinews, Sky TG24 e MSN, insieme a numerose realtà territoriali e di settore. Una copertura ampia, che dimostra come il tema della salute urbana sia ormai entrato nel dibattito pubblico come una delle grandi questioni del presente.</p>
<p>Nel corso delle due giornate, dedicate ai 25 anni della Rete, è emerso con forza un messaggio: la salute non si costruisce solo negli ospedali o nei servizi sanitari, ma anche nelle politiche urbane, sociali, educative, ambientali e culturali che incidono ogni giorno sulla vita delle persone. Casa, mobilità, qualità dello spazio pubblico, relazioni sociali, prossimità dei servizi, prevenzione, salute mentale e contrasto alle disuguaglianze sono ormai parte integrante di una moderna agenda di salute pubblica.</p>
<p>Tra i momenti centrali del Meeting, la presentazione del volume “Fare Salute. Esperienze, prospettive e ruolo dei Comuni italiani”, realizzato in occasione del venticinquesimo anniversario della Rete, e la premiazione dell’Oscar della Salute 2026, assegnato al Comune di Sacile per il progetto “Attiviamoci!”. Il Mini Oscar della Salute è stato attribuito al Comune di Oliena, mentre menzioni speciali sono state riconosciute ai Comuni di Bologna, Bari, Caorle, Milano, Alberobello, Tollo e Zero Branco.</p>
<p>La Rete Italiana Città Sane – OMS ringrazia Roma Capitale, città ospitante dell’iniziativa, il Sindaco Roberto Gualtieri, l’Assessora Barbara Funari e l’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute per l’accoglienza e la collaborazione.</p>
<p>Un ringraziamento va inoltre a Lundbeck, AstraZeneca e Wellness Foundation, che hanno contribuito alla realizzazione della pubblicazione presentata durante il Meeting, condividendone valori e obiettivi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“Fare Salute”: i Comuni protagonisti di un nuovo modello di benessere equo e sostenibile</title>
		<link>https://www.retecittasane.it/news/fare-salute-i-comuni-protagonisti-di-un-nuovo-modello-di-benessere-equo-e-sostenibile-copy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fantiz]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 10:09:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.retecittasane.it/?p=3071</guid>

					<description><![CDATA[CLICCA QUI PER SCARICARI IL VOLUME COMPLETO Promuovere salute oggi significa andare oltre il concetto tradizionale di cura, per costruire comunità più eque, inclusive e sostenibili. È questa la visione che attraversa la pubblicazione “Fare salute. Esperienze, prospettive e ruolo dei Comuni italiani”, con prefazione di Lamberto Bertolè e coordinamento editoriale di Francesco Caroli. Il volume  [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="https://www.retecittasane.it/wp-content/uploads/2026/05/FareSalute_web.pdf" target="_blank" rel="noopener">CLICCA QUI PER SCARICARI IL VOLUME COMPLETO</a></div>
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<div>Promuovere salute oggi significa andare oltre il concetto tradizionale di cura, per costruire comunità più eque, inclusive e sostenibili. È questa la visione che attraversa la pubblicazione <i>“Fare salute. Esperienze, prospettive e ruolo dei Comuni italiani”</i>, con prefazione di Lamberto Bertolè e coordinamento editoriale di Francesco Caroli.</div>
<div>Il volume nasce nell’ambito delle attività della Rete Italiana Città Sane OMS, che celebra 25 anni di impegno nella promozione della salute urbana, e rappresenta una sintesi avanzata delle politiche locali orientate al benessere. Attraverso il contributo di numerosi sindaci e assessori, soci della rete, il documento restituisce un quadro articolato delle esperienze sviluppate nei territori italiani.</div>
<div>“<b>La salute non si costruisce solo nei servizi sanitari, ma nei contesti di vita delle persone: nei quartieri, nelle scuole, nelle relazioni sociali. I Comuni sono il livello istituzionale in cui questa visione può tradursi in azione concreta</b>”, sottolinea Lamberto Bertolè nella prefazione al volume.</div>
<div>La pubblicazione propone un approccio integrato alla salute, coerente con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che definisce la salute come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. In questo contesto, emerge il ruolo strategico delle istituzioni nazionali e delle reti territoriali nel promuovere politiche efficaci e sostenibili.</div>
<div>Nel quadro degli stakeholder di riferimento che hanno contribuito alla pubblicazione emergono l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il Ministero della Salute e il Consiglio Superiore di Sanità, insieme a Federsanità e agli attori del Terzo Settore, tra cui Cittadinanzattiva APS.</div>
<div>Sono inoltre presenti contributi di istituzioni e organismi di rilievo nazionale quali il CONI, AGENAS, il Politecnico di Milano, la Fondazione GIMBE, ISPRA e ANCI.</div>
<div>Completano il quadro le società scientifiche e gli ordini professionali, tra cui l’Associazione Italiana di Epidemiologia (AIE), il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e la Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG).</div>
<div>Uno degli elementi centrali del volume è il riconoscimento del Comune come attore strategico di salute pubblica. Le amministrazioni locali rappresentano infatti il livello istituzionale più vicino ai cittadini e sono in grado di attivare politiche intersettoriali capaci di incidere sui determinanti sociali della salute: ambiente, mobilità, alimentazione, relazioni sociali, educazione e inclusione.</div>
<div>Le esperienze raccolte mostrano come la promozione della salute si traduca in azioni concrete: percorsi educativi nelle scuole per favorire corretti stili di vita, iniziative di prevenzione e promozione dell’attività fisica, servizi sociosanitari integrati per le persone in condizioni di vulnerabilità, progetti di comunità per contrastare isolamento e fragilità sociale.</div>
<div>“<b>Questo volume raccoglie esperienze concrete e replicabili, offrendo agli amministratori locali strumenti e visioni per integrare la salute in tutte le politiche pubbliche, secondo un approccio sistemico e orientato alla prevenzione</b>”, evidenzia Francesco Caroli, coordinatore editoriale.</div>
<div>Il volume si inserisce pienamente nel quadro degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030, in particolare il Goal 3, che mira a garantire salute e benessere per tutti e per tutte le età, sottolineando la necessità di politiche pubbliche integrate e orientate alla prevenzione.</div>
<div>A 25 anni dalla sua nascita, la Rete Italiana Città Sane OMS si conferma come piattaforma strategica di collaborazione tra enti locali, capace di promuovere un modello di governance della salute fondato su partecipazione, equità e sostenibilità.</div>
<div>“Fare Salute” rappresenta, in questo senso, non solo una raccolta di esperienze, ma una vera e propria proposta di visione: un modello evoluto di politica pubblica in cui la salute diventa responsabilità condivisa tra istituzioni, comunità e cittadini, e leva fondamentale per lo sviluppo dei territori.</div>
<div>Si ringraziano per il contributo e il supporto alla realizzazione della pubblicazione Lundbeck e la Wellness Foundation, partner che hanno sostenuto il progetto condividendone i valori e gli obiettivi di promozione della salute.</div>
<div></div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rete Città Sane Oms, a Roma il meeting per i 25 anni: “Città protagoniste nel costruire la salute”</title>
		<link>https://www.retecittasane.it/news/rete-citta-sane-oms-a-roma-il-meeting-per-i-25-anni-citta-protagoniste-nel-costruire-la-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fantiz]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 06:15:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.retecittasane.it/?p=3068</guid>

					<description><![CDATA["La Rete continua a essere uno spazio di lavoro concreto tra Comuni che vogliono costruire città più capaci di prevenire, includere e prendersi cura delle persone”, ha dichiarato Lamberto Bertolé, presidente della Rete Italiana Città Sane - OMS. Si è concluso a Roma il meeting “Città che si prendono cura. 25 anni di impegno per  [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>&#8220;La Rete continua a essere uno spazio di lavoro concreto tra Comuni che vogliono costruire città più capaci di prevenire, includere e prendersi cura delle persone”, ha dichiarato Lamberto Bertolé, presidente della Rete Italiana Città Sane &#8211; OMS.</div>
<div>Si è concluso a Roma il meeting “<b>Città che si prendono cura. 25 anni di impegno per la salute urbana</b>”, promosso dalla Rete Italiana Città Sane – OMS e dall’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale, per celebrare i venticinque anni della Rete rilanciando il ruolo dei Comuni come protagonisti chiave nella costruzione della salute.</div>
<div>“Il Meeting di Roma ha confermato una direzione chiara: la salute non è solo una competenza sanitaria, ma una responsabilità pubblica che attraversa le politiche urbane, sociali, educative e ambientali. Dopo 25 anni, la Rete continua a essere uno spazio di lavoro concreto tra Comuni che vogliono costruire città più capaci di prevenire, includere e prendersi cura delle persone”, ha dichiarato L<b>amberto Bertolé, Presidente della Rete Italiana Città Sane – OMS.</b></div>
<div>“Le città svolgeranno sempre più un ruolo decisivo nella tutela della salute dei cittadini. La sfida sarà dare risposta all’impatto dei cambiamenti climatici, all’inquinamento urbano, all’invecchiamento della popolazione e ai nuovi bisogni sociali e di cura di cittadini sempre più anziani. Al contempo, però, non devono perdere la vocazione a essere attrattive per bambini e giovani. Le città non lascino soli i caregiver: rendano più facile muoversi, incontrarsi, respirare aria pulita, accedere ai servizi, invecchiare con dignità”, lo dichiara la senatrice <b>Beatrice Lorenzin, già Ministro della Salute</b>.</div>
<div><b>Giovanni Leonardi,</b> Capo Dipartimento della Salute Umana, della Salute Animale e dell’Ecosistema e dei Rapporti Internazionali del <b>Ministero della Salute</b>, ha richiamato il valore dell’approccio One Health come metodo integrato per leggere e governare la complessità sanitaria urbana: “non una cornice concettuale, ma un metodo operativo per governare la complessità sanitaria urbana in modo integrato”.</div>
<div>“I Comuni hanno un ruolo centrale nella promozione della salute, perché sono il livello istituzionale più vicino alla vita quotidiana delle persone. Per questo servono alleanze sempre più solide tra istituzioni locali, sistema sanitario, mondo scientifico, terzo settore e comunità”, ha sottolineato C<b>laudia Giovannini, Responsabile Salute ANCI.</b></div>
<div>“La forza di questo anniversario è stata il lavoro corale: amministratori, istituzioni, società scientifiche e realtà sociali hanno contribuito a costruire una visione comune della salute urbana, fondata su prossimità, prevenzione e collaborazione”, ha dichiarato <b>Francesco Caroli, Coordinatore nazionale della Rete Italiana Città Sane – OMS.</b></div>
<div>Nel corso delle due giornate sono intervenuti oltre 50 amministratori locali e numerosi stakeholder istituzionali, scientifici e sociali, tra cui Associazione Italiana di Epidemiologia, Società Italiana di Pediatria, HappyAgeing e Save the Children, confermando il Meeting come uno spazio nazionale di confronto tra Comuni, istituzioni, mondo scientifico e società civile.<br />
Nel corso del Meeting è stato presentato anche il volume “Fare Salute. Esperienze, prospettive e ruolo delle città italiane”, realizzato per i 25 anni della Rete. La chiusura è stata accompagnata dalla premiazione dell’Oscar della Salute 2026, assegnato al Comune di Sacile per il progetto “Attiviamoci!”.</div>
<div>A conclusione dei lavori, l’Assemblea nazionale della Rete Italiana Città Sane – OMS ha approvato una dichiarazione finale che riafferma il ruolo dei Comuni nella costruzione della salute. Nel documento si sottolinea la necessità di rafforzare il riconoscimento dei territori da parte delle Regioni e del Ministero della Salute, insieme a un investimento più concreto sull’integrazione sociosanitaria, a partire dalle Case della Comunità e dalle progettualità avviate con le risorse del PNRR.<br />
La Rete si impegna inoltre, nel prossimo triennio, a rafforzare la propria funzione di rappresentanza e advocacy, promuovendo alleanze sempre più strette tra Comuni, istituzioni, mondo scientifico e attori sociali.</div>
<div>“Rafforzare il ruolo dei Comuni significa rafforzare la capacità del Paese di produrre salute”, si legge nella dichiarazione conclusiva dell’Assemblea.</div>
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		<title>Dichiarazione finale dell’Assemblea della Rete Città Sane – OMS 2026</title>
		<link>https://www.retecittasane.it/news/dichiarazione-finale-dellassemblea-della-rete-citta-sane-oms-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fantiz]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 06:14:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Assemblea nazionale della Rete Italiana Città Sane – OMS riafferma un principio sempre più evidente: la salute si costruisce nei territori, nelle città, nelle comunità. Le trasformazioni demografiche e sociali, insieme alla crescente pressione sul Servizio Sanitario Nazionale, rendono necessario agire non solo sulla cura, ma anche sui determinanti sociali, ambientali e relazionali della salute. In  [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>L’Assemblea nazionale della Rete Italiana Città Sane – OMS riafferma un principio sempre più evidente: <b>la salute si costruisce nei territori, nelle città, nelle comunità</b>.</div>
<div>Le trasformazioni demografiche e sociali, insieme alla crescente pressione sul Servizio Sanitario Nazionale, rendono necessario agire non solo sulla cura, ma anche sui determinanti sociali, ambientali e relazionali della salute.</div>
<div>In questo scenario, <b>i Comuni sono il primo presidio pubblico di prossimità</b>: intercettano bisogni emergenti, fragilità, solitudine, disuguaglianze e nuove domande di benessere.</div>
<div>Per questo, l’Assemblea sottolinea la necessità di un <b>maggiore riconoscimento del ruolo dei Comuni da parte delle Regioni e del Ministero della Salute</b>, affinché alle responsabilità che già oggi ricadono sui territori corrispondano strumenti, risorse e forme di governance adeguate.</div>
<div>Questo richiede anche un rafforzamento concreto dell’<b>integrazione sociosanitaria</b>, superando frammentazioni tra servizi, competenze e livelli istituzionali, per costruire risposte più vicine, coordinate e aderenti ai bisogni reali delle persone.</div>
<div>La Rete Città Sane si impegna nel prossimo triennio a rafforzare la propria funzione di rappresentanza e advocacy, portando con maggiore forza la voce delle città nei luoghi in cui si definiscono le politiche pubbliche.</div>
<div>Allo stesso tempo, conferma il proprio ruolo come spazio di cooperazione tra Comuni, istituzioni, mondo scientifico e attori sociali, per promuovere prevenzione, integrazione e riduzione delle disuguaglianze.</div>
<div><b>Rafforzare il ruolo dei Comuni significa rafforzare la capacità del Paese di produrre salute.</b></div>
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		<title>In Campidoglio il Meeting ha rilanciato il ruolo dei Comuni nella promozione del benessere  RETE CITTÀ SANE – OMS: 25 ANNI DI POLITICHE URBANE PER LA SALUTE . AL COMUNE DI SACILE L’OSCAR DELLA SALUTE 2026</title>
		<link>https://www.retecittasane.it/news/in-campidoglio-il-meeting-ha-rilanciato-il-ruolo-dei-comuni-nella-promozione-del-benessere-rete-citta-sane-oms-25-anni-di-politiche-urbane-per-la-salute-al-comune-di-sacile-losc/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fantiz]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 06:13:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.retecittasane.it/?p=3063</guid>

					<description><![CDATA[Roma, 6 maggio 2026 – Una ricorrenza importante, un momento di confronto istituzionale e una conferma concreta del ruolo dei Comuni nella promozione della salute pubblica. Ieri e oggi nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, si è tenuto il Meeting annuale della Rete Italiana Città Sane – OMS, intitolato “Città che si prendono cura. 25 anni di  [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i><span style="font-weight: 400;">Roma, 6 maggio 2026</span></i><span style="font-weight: 400;"> – Una ricorrenza importante, un momento di confronto istituzionale e una conferma concreta del ruolo dei Comuni nella promozione della salute pubblica. Ieri e oggi nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, si è tenuto il Meeting annuale della Rete Italiana Città Sane – OMS, intitolato “</span><i><span style="font-weight: 400;">Città che si prendono cura. 25 anni di impegno per la salute urbana</span></i><span style="font-weight: 400;">”. Un’edizione dal significato speciale, perché nel 2026 la Rete celebra i suoi 25 anni di attività, rilanciando una visione della salute come bene comune da costruire nei territori, attraverso politiche integrate, prossimità, partecipazione e attenzione ai determinanti sociali e ambientali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ad aprire il Meeting sono stati i saluti istituzionali del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, a conferma del rilievo nazionale dell’iniziativa. Nata nel 2001 e accreditata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Rete Italiana Città Sane ha accompagnato in questi anni amministrazioni locali grandi e piccole in un percorso di scambio di buone pratiche, progettazione condivisa e costruzione di alleanze, rappresentando oggi oltre 13 milioni di cittadini.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“In questi 25 anni la Rete ha contribuito a far crescere nei Comuni italiani una consapevolezza nuova: la salute pubblica non si costruisce solo nei servizi sanitari, ma anche nelle scelte sociali, educative, ambientali e culturali che incidono ogni giorno sulla vita delle persone. Oggi celebriamo un percorso importante, ma soprattutto rilanciamo una responsabilità: aiutare le città a essere sempre di più luoghi che prevengono, includono, riducono le disuguaglianze e generano benessere nei territori – ha dichiarato </span><b>Lamberto Bertolé, Presidente della Rete Italiana Città Sane – OMS</b><span style="font-weight: 400;">”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il confronto di Roma mette al centro una domanda sempre più urgente: quale contributo possono dare oggi le città alla salute delle persone? In un tempo segnato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle fragilità, dalle disuguaglianze, dalla crisi climatica e da un bisogno crescente di salute mentale, i Comuni si confermano infatti il livello istituzionale più vicino alla vita quotidiana delle persone e quello più capace di attivare risposte intersettoriali e concrete.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Meeting si inserisce nel quadro della Fase VIII della Rete Europea OMS, fondata sui pilastri Persone, Luoghi, Partecipazione, Prosperità, Pianeta, Pace e Preparazione, e porta al centro alcune delle grandi priorità della salute urbana contemporanea: prevenzione, socialità, contrasto alla solitudine, salute mentale, qualità dello spazio pubblico, alimentazione, benessere nelle diverse fasi della vita, adattamento climatico e lotta alle disuguaglianze. Nel corso delle due giornate si sono alternati amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni, ricercatori, professionisti, società scientifiche, terzo settore e stakeholder impegnati nella promozione della salute e dell’innovazione sociale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra i momenti centrali del Meeting, la presentazione del volume “</span><i><span style="font-weight: 400;">Fare Salute. Esperienze, prospettive e ruolo delle città italiane</span></i><span style="font-weight: 400;">”, realizzato in occasione del venticinquesimo anniversario della Rete, con prefazione di Lamberto Bertolé e coordinamento editoriale di Francesco Caroli. La pubblicazione raccoglie contributi di sindaci, assessori, esperti, istituzioni nazionali, società scientifiche e organizzazioni attive sui temi della salute pubblica, restituendo un quadro ampio del ruolo che i Comuni possono svolgere sui determinanti di salute: ambiente, mobilità, alimentazione, educazione, inclusione, relazioni sociali e servizi di prossimità. “È uno sforzo corale, costruito grazie a decine di interventi e contributi – ha sottolineato </span><b>Francesco Caroli, Coordinatore della Rete Italiana Città Sane – OMS</b><span style="font-weight: 400;">”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">A rafforzare il profilo culturale e istituzionale del Meeting anche i contributi di autorevoli voci nazionali. </span><b>Giovanni Leonardi</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>Capo Dipartimento della Salute Umana, della Salute Animale e dell’Ecosistema e dei Rapporti Internazionali del Ministero della Salute</b><span style="font-weight: 400;">, ha richiamato il valore dell’approccio One Health come metodo integrato per leggere e governare la complessità sanitaria urbana: “non una cornice concettuale, ma un metodo operativo per governare la complessità sanitaria urbana in modo integrato”. A rafforzare il profilo istituzionale del Meeting anche il ruolo di Roma Capitale, città ospitante dell’iniziativa e nuovo Comune aderente alla Rete. “Per Roma entrare nella Rete Italiana Città Sane – OMS significa riconoscere che la salute delle persone si costruisce anche attraverso le politiche urbane, sociali, educative e ambientali. Le città sono il luogo in cui si concentrano opportunità, ma anche fragilità e disuguaglianze. Ed è proprio a livello urbano che è possibile intervenire in modo più efficace sui fattori che incidono sul benessere: la solitudine, la povertà, l’isolamento, la mancanza di una casa dignitosa, le difficoltà di accesso ai servizi – ha sostenuto </span><b>Barbara Funari</b><span style="font-weight: 400;">, Assessora alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La chiusura del Meeting è stata affidata alla premiazione dell’Oscar della Salute 2026, giunto alla diciannovesima edizione, il riconoscimento con cui la Rete valorizza ogni anno le migliori esperienze promosse dai Comuni italiani nella promozione della salute, della prevenzione e del benessere delle comunità. A vincere l’edizione 2026 è stato il Comune di Sacile con il progetto “Attiviamoci!”, realizzato in collaborazione con il Distretto sociosanitario Livenza, Cansiglio, Cavallo e Voce Donna: un’iniziativa innovativa di prevenzione e contrasto alla violenza di genere che forma gli operatori del settore beauty come “agenti sentinella”, capaci di riconoscere segnali di violenza, entrare in relazione con potenziali vittime e orientarle verso i servizi competenti presenti sul territorio. Un modello fondato su lezioni teoriche, role play e simulazioni pratiche, apprezzato anche per la sua forte trasferibilità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Mini Oscar della Salute 2026, riservato ai Comuni sotto i 15 mila abitanti, è stato assegnato al Comune di Oliena per il progetto “Caminadores e i sentieri del benessere”, realizzato con la ASL di Nuoro: un’iniziativa dedicata alla promozione dell’invecchiamento attivo, della prevenzione e dell’inclusione sociale attraverso gruppi di cammino guidati, che trasformano l’attività fisica in uno strumento semplice, accessibile e comunitario di salute pubblica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La giuria di esperti esterni promossa dalla Rete ha inoltre attribuito una menzione speciale al Comune di Bologna per l’originalità e l’innovazione delle tematiche affrontate; ai Comuni di Bari, Caorle e Milano per la capacità di coinvolgimento e partecipazione; e ai Comuni di Alberobello, Tollo e Zero Branco per la trasferibilità dei progetti presentati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“L’Oscar della Salute non è un semplice premio, ma un atto politico e culturale. È il riconoscimento del lavoro che i Comuni italiani svolgono ogni giorno per avvicinare la salute alle persone, nei quartieri, nelle scuole, nei parchi, nei luoghi della vita quotidiana. In una fase in cui i sistemi sanitari vivono una crisi di sostenibilità, le città possono e devono essere laboratori pubblici di innovazione, inclusione e prevenzione – ha dichiarato il Presidente Lamberto Bertolé”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con il Meeting di Roma, la Rete Italiana Città Sane – OMS ha confermato la propria funzione di piattaforma nazionale di collaborazione tra enti locali, istituzioni, ricerca e società civile. A 25 anni dalla nascita, il messaggio che arriva dal Campidoglio è chiaro: la salute non riguarda solo i servizi sanitari, ma anche il modo in cui costruiamo le città, teniamo insieme le comunità e immaginiamo il futuro. Ed è proprio nei territori, nelle relazioni di prossimità e nelle politiche urbane integrate che può prendere forma un modello di salute pubblica più equo, concreto e sostenibile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si ringraziano per il contributo alla realizzazione della pubblicazione Lundbeck, Astrazeneca e la Wellness Foundation, partner che hanno sostenuto il progetto condividendone i valori e gli obiettivi.</span></p>
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			</item>
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		<title>Presentato il volume “Fare Salute. Esperienze, prospettive e ruolo dei Comuni Italiani”</title>
		<link>https://www.retecittasane.it/news/fare-salute-i-comuni-protagonisti-di-un-nuovo-modello-di-benessere-equo-e-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fantiz]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 10:46:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[CLICCA QUI PER SCARICARI IL VOLUME COMPLETO  ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="https://www.retecittasane.it/wp-content/uploads/2026/05/FareSalute_web.pdf" target="_blank" rel="noopener">CLICCA QUI PER SCARICARI IL VOLUME COMPLETO</a></div>
<div></div>
<div></div>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Oscar della Salute 2026, un successo della Rete Città Sane – OMS</title>
		<link>https://www.retecittasane.it/news/oscar-della-salute-2026-un-successo-della-rete-citta-sane-oms/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fantiz]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 10:45:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[È il Comune di Sacile ad aggiudicarsi l’Oscar della Salute 2026, nell’ambito della diciannovesima edizione del bando nazionale promosso dalla Rete Italiana Città Sane – OMS, che ogni anno valorizza le migliori esperienze dei Comuni italiani nella promozione della salute, della prevenzione e del benessere delle comunità. A vincere l’edizione 2026 è stato il progetto “Attiviamoci!”, candidato dalla Città di Sacile  [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>È il Comune di <b>Sacile</b> ad aggiudicarsi l’<b>Oscar della Salute 2026</b>, nell’ambito della <b>diciannovesima edizione</b> del bando nazionale promosso dalla <b>Rete Italiana Città Sane – OMS</b>, che ogni anno valorizza le migliori esperienze dei Comuni italiani nella promozione della salute, della prevenzione e del benessere delle comunità.</div>
<div>A vincere l’edizione 2026 è stato il progetto <b>“Attiviamoci!”</b>, candidato dalla Città di Sacile in collaborazione con il <b>Distretto sociosanitario Livenza, Cansiglio, Cavallo</b> e <b>Voce Donna</b>. Si tratta di un progetto innovativo di prevenzione e contrasto alla violenza di genere che punta sulla formazione degli operatori del settore beauty come <b>“agenti sentinella”</b>, capaci di riconoscere segnali di violenza, entrare in relazione con potenziali vittime e orientarle verso i servizi competenti presenti sul territorio.</div>
<div>Il modello si basa su lezioni teoriche, role play e simulazioni pratiche e costruisce una rete territoriale diffusa di professionisti di prossimità, in grado di svolgere una funzione preziosa di ascolto, intercettazione e collegamento. A renderlo particolarmente significativo è anche la sua <b>forte trasferibilità</b>: grazie alla natura del lavoro dei professionisti coinvolti e al formato laboratoriale della formazione, il progetto può essere replicato in altri contesti urbani e territoriali e adattato anche ad altre categorie professionali, dai centri fitness ai servizi alla persona.</div>
<div>
<p>L’edizione 2026 dell’Oscar della Salute ha visto la partecipazione di <b>numerosi progetti provenienti da tutta Italia</b>, a conferma della capacità dei Comuni di essere luoghi di innovazione concreta, vicinanza ai bisogni e costruzione di risposte territoriali sui grandi temi della salute pubblica. La selezione dei progetti è avvenuta anche grazie al contributo di una <b>giuria di esperti esterni</b>, promossa dalla stessa Rete, chiamata a valutare le candidature sulla base della qualità progettuale, dell’impatto, dell’innovatività e della possibilità di replicazione delle esperienze presentate.</p>
</div>
<div>
<p>Il <b>Mini Oscar della Salute 2026</b>, riservato ai Comuni sotto i 15.000 abitanti, è stato assegnato al Comune di <b>Oliena</b> per il progetto <b>“Caminadores e i sentieri del benessere”</b>, realizzato con la <b>ASL di Nuoro</b>: un’iniziativa che promuove l’invecchiamento attivo, la prevenzione e l’inclusione sociale attraverso gruppi di cammino guidati, trasformando l’attività fisica in uno strumento semplice, accessibile e comunitario di salute pubblica.</p>
</div>
<div>
<p><b>La giuria ha inoltre attribuito una menzione speciale al Comune di Bologna per l’originalità e l’innovazione delle tematiche affrontate; ai Comuni di Bari, Caorle e Milano per la capacità di coinvolgimento e partecipazione; e ai Comuni di Alberobello, Tollo e Zero Branco per la trasferibilità dei progetti presentati.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
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<div>
<p>“L’Oscar della Salute non è un semplice premio, ma un atto politico e culturale” – ha dichiarato il Presidente della Rete Italiana Città Sane – OMS,<b> Lamberto Bertolé. </b>“È il riconoscimento del lavoro che i Comuni italiani svolgono ogni giorno per avvicinare la salute alle persone, nei quartieri, nelle scuole, nei parchi, nei luoghi della vita quotidiana. Troppo spesso si continua a pensare alla salute come a una materia che riguarda soltanto i servizi sanitari. Noi sappiamo invece che la salute si costruisce anche nelle politiche educative, sociali, urbanistiche, ambientali, sportive. E sappiamo che i Comuni, pur tra mille difficoltà, sono il livello istituzionale che più da vicino intercetta i bisogni reali delle persone e prova a tradurli in risposte concrete. In una fase in cui i sistemi sanitari vivono una crisi di sostenibilità, le città possono e devono essere laboratori pubblici di innovazione, inclusione e prevenzione. L’Oscar della Salute serve proprio a questo: a dare valore alle esperienze migliori, a farle emergere e a favorirne la diffusione, perché dalle buone pratiche locali può nascere una visione più forte e più moderna della salute pubblica”.</p>
</div>
<div>Anche l’edizione 2026 conferma dunque il ruolo decisivo dei territori nel costruire salute, coesione e prossimità. Dalla prevenzione della violenza di genere all’invecchiamento attivo, i progetti candidati raccontano un’Italia dei Comuni capace di innovare, sperimentare e prendersi cura delle persone partendo dalla vita quotidiana delle comunità.</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Bertolé: “Da 25 anni aiutiamo i Comuni a essere attori di salute pubblica”. A Roma il Meeting nazionale della Rete Città Sane – OMS il 5 e 6 Maggio</title>
		<link>https://www.retecittasane.it/news/bertole-da-25-anni-aiutiamo-i-comuni-a-essere-attori-di-salute-pubblica-a-roma-il-meeting-nazionale-della-rete-citta-sane-oms-il-5-e-6-maggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fantiz]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 16:13:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[«Da 25 anni la Rete Città Sane aiuta i Comuni a riconoscersi come attori di salute pubblica. Oggi celebriamo un percorso importante, ma soprattutto rilanciamo una responsabilità: costruire città che sappiano prevenire, includere e prendersi cura delle persone». Con queste parole il presidente Lamberto Bertolé accompagna il lancio del XXIII Meeting Nazionale della Rete Italiana Città Sane –  [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>«Da 25 anni la Rete Città Sane aiuta i Comuni a riconoscersi come attori di salute pubblica. Oggi celebriamo un percorso importante, ma soprattutto rilanciamo una responsabilità: costruire città che sappiano prevenire, includere e prendersi cura delle persone»</b><span style="font-weight: 400;">. Con queste parole il presidente </span><b>Lamberto Bertolé</b><span style="font-weight: 400;"> accompagna il lancio del </span><b>XXIII Meeting Nazionale della Rete Italiana Città Sane – OMS</b><span style="font-weight: 400;">, in programma il </span><b>5 e 6 maggio 2026</b><span style="font-weight: 400;"> nella </span><b>Sala della Protomoteca in Campidoglio, a Roma</b><span style="font-weight: 400;">. Un appuntamento che quest’anno coincide con una ricorrenza particolarmente significativa: i </span><b>25 anni di attività della Rete</b><span style="font-weight: 400;">, nata nel 2001 e oggi punto di riferimento nazionale per il ruolo dei Comuni nella promozione della salute pubblica </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il titolo scelto, </span><b>“Città che si prendono cura. 25 anni di impegno per la salute urbana”</b><span style="font-weight: 400;">, sintetizza bene il senso di questa edizione: non una semplice celebrazione, ma un’occasione per riaffermare che la salute non è un tema esclusivamente sanitario, bensì un bene comune che si costruisce nei territori, attraverso politiche integrate, attenzione ai determinanti sociali e ambientali, partecipazione e alleanze tra istituzioni, ricerca, terzo settore e mondo produttivo. La Rete rappresenta oggi </span><b>oltre 13 milioni di cittadini</b><span style="font-weight: 400;"> e in questi anni ha promosso scambi di buone pratiche, formazione e progettazione condivisa, contribuendo a rendere la salute un principio sempre più trasversale nelle politiche locali </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Meeting si aprirà martedì 5 maggio con i saluti istituzionali di </span><b>Lamberto Bertolé</b><span style="font-weight: 400;">, del </span><b>Sindaco di Roma Roberto Gualtieri</b><span style="font-weight: 400;"> e di </span><b>Kira Fortune</b><span style="font-weight: 400;">, Regional Advisor of Healthy Cities dell’</span><b>Ufficio regionale OMS Europa</b><span style="font-weight: 400;">, a conferma del profilo nazionale e internazionale dell’iniziativa Il programma dell’edizione 2026 è </span><b>curato da Francesco Caroli</b><span style="font-weight: 400;">, coordinatore nazionale della Rete Italiana Città Sane – OMS.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La prima giornata sarà dedicata ai grandi temi della salute urbana contemporanea. Tra gli interventi annunciati figurano </span><b>Giancarlo Carbonetti</b><span style="font-weight: 400;"> dell’ISTAT, che presenterà strumenti e dati sul disagio socio-economico a livello sub-comunale; </span><b>Ilenia Grieco</b><span style="font-weight: 400;">, con un approfondimento sul rapporto tra ristorazione, scuola e salute urbana; </span><b>Stefano Capolongo</b><span style="font-weight: 400;"> del Politecnico di Milano, sul tema dell’urban health e della città salutogenica; </span><b>Edoardo Zanchini</b><span style="font-weight: 400;"> di Roma Capitale, sulla strategia di adattamento climatico; e </span><b>Francesca Romana Lenzi</b><span style="font-weight: 400;">, che affronterà la relazione tra digitale, servizi e benessere urbano </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel pomeriggio spazio anche ai contributi tematici dei partner, con </span><b>Antonio Modola</b><span style="font-weight: 400;"> di </span><b>AstraZeneca</b><span style="font-weight: 400;"> sulla sostenibilità in sanità, </span><b>Federica Alberti</b><span style="font-weight: 400;"> della </span><b>Wellness Foundation</b><span style="font-weight: 400;"> sul valore delle alleanze che generano salute, e </span><b>Francesca Bordignon</b><span style="font-weight: 400;"> di </span><b>Lundbeck Italia</b><span style="font-weight: 400;"> sul tema della salute del cervello come priorità condivisa. A seguire, la </span><b>Lectio Magistralis di Nino Cartabellotta</b><span style="font-weight: 400;">, presidente della </span><b>Fondazione GIMBE</b><span style="font-weight: 400;">, dedicata all’importanza delle politiche urbane integrate nella tutela della salute </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La giornata del 5 maggio proseguirà poi con la presentazione dei progetti candidati all’</span><b>Oscar della Salute 2026</b><span style="font-weight: 400;">, riconoscimento alle esperienze più innovative promosse dai Comuni italiani, e con l’</span><b>Assemblea nazionale della Rete</b><span style="font-weight: 400;">, riservata ai soci </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mercoledì 6 maggio il Meeting si aprirà con la presentazione del volume </span><b>“Fare Salute. Esperienze e ruolo delle città italiane”</b><span style="font-weight: 400;">, con </span><b>Lamberto Bertolé</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>Barbara Funari</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Francesco Caroli</b><span style="font-weight: 400;">. Seguirà una sessione dedicata al contributo dei Comuni alla salute urbana e un intervento di </span><b>Massimo Amati</b><span style="font-weight: 400;"> di </span><b>ACasaLontaniDaCasa OdV</b><span style="font-weight: 400;"> sul tema della mobilità sanitaria in Italia. In chiusura di mattinata si terrà il confronto su </span><b>“Le alleanze per la salute del futuro”</b><span style="font-weight: 400;">, moderato da </span><b>Raffaella Cesaroni</b><span style="font-weight: 400;"> di Sky TG24, prima della premiazione finale dell’</span><b>Oscar della Salute 2026</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Meeting 2026 si colloca inoltre nel quadro della </span><b>Fase VIII della Rete Europea OMS</b><span style="font-weight: 400;">, fondata sui pilastri </span><b>Persone, Luoghi, Partecipazione, Prosperità, Pianeta, Pace e Preparazione</b><span style="font-weight: 400;">, e porterà al centro questioni oggi decisive per le città: prevenzione, salute mentale, contrasto alla solitudine, qualità dello spazio pubblico, invecchiamento attivo, sostenibilità, salute dei bambini e nuove alleanze tra pubblico e privato per il benessere delle comunità </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Accanto alla Rete e a Roma Capitale, il programma segnala anche un ampio sistema di </span><b>contributi scientifici e istituzionali</b><span style="font-weight: 400;">, tra cui </span><b>Fondazione GIMBE, Società Italiana di Pediatria, SISMeS, Università LUISS Guido Carli, Università di Roma Foro Italico, ANCI, Cittadinanzattiva, Federsanità, Health City Institute, Save the Children, Ministero della Salute</b><span style="font-weight: 400;"> e altri soggetti del mondo accademico e civico. L’evento è realizzato inoltre con il </span><b>contributo non condizionato di Lundbeck, Wellness Foundation e AstraZeneca</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A 25 anni dalla sua nascita, la Rete Italiana Città Sane – OMS torna dunque a riunire amministratori, istituzioni, studiosi, stakeholder e realtà sociali in un luogo simbolico della vita pubblica italiana, per affermare una convinzione sempre più concreta: </span><b>la salute si costruisce anche nelle città</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
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<p>Clicca qui per scaricare il programma<br />
<a href="https://www.retecittasane.it/wp-content/uploads/2026/04/RCS-26005-Programma-Meeting-Nazionale-2026-RZ.pdf" target="_blank" rel="noopener">https://www.retecittasane.it/wp-content/uploads/2026/04/RCS-26005-Programma-Meeting-Nazionale-2026-RZ.pdf</a></p>
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		<title>30 progetti candidati per l&#8217;Oscar della Salute 2026</title>
		<link>https://www.retecittasane.it/news/30-progetti-candidati-per-lioscar-della-salute-2026/</link>
		
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 09:06:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono 30 i progetti pervenuti per il Bando nazionale “Oscar della Salute – OMS 2026”, giunto alla sua diciottesima edizione. Il Comune di Ponte di Piave candida il progetto “Le Api di Ponte di Piave”, una iniziativa di apicoltura per la didattica che permette agli studenti di avvicinarsi alla natura, alla biologia, all'ecologia e al  [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Sono 30 i progetti pervenuti per il Bando nazionale “Oscar della Salute – OMS 2026”, giunto alla sua diciottesima edizione.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Il Comune di </span><b>Ponte di Piave</b><span style="font-weight: 400;"> candida il progetto “</span><b>Le Api di Ponte di Piave</b><span style="font-weight: 400;">”, una iniziativa di apicoltura per la didattica che permette agli studenti di avvicinarsi alla natura, alla biologia, all&#8217;ecologia e al rispetto per l&#8217;ambiente, attraverso l&#8217;osservazione e la cura delle api. Beneficiari del progetto sono tutti gli alunni delle scuole primarie, medie e superiori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Attività previste vanno da lezione introduttive in classe (“Cos&#8217;è l&#8217;apicoltura?”, “Importanza delle api per la vita umana.”) e visione di un breve video/documentario sulle api, alla visita guidata aIl&#8217;apiario di Ponte di Piave con apicoltore esperto (osservazione protetta dell&#8217;alveare tramite arnia didattica con pareti trasparenti e mostra del ciclo del miele e degli strumenti dell&#8217;apicoltore), da laboratori pratici (analisi del miele, della cera e del polline; semina di fiori melliferi nei pressi dell&#8217;apiario) a progetti interdisciplinari tra scienze (insetti impollinatori, biodiversità), arte (disegni, modellini di api), italiano (scrittura di racconti o poesie sulle api), tecnologia (studio della struttura dell&#8217;arnia), geografia (fioriture, </span><b>biodiversità</b><span style="font-weight: 400;"> nei vari climi) ed educazione civica (</span><b>sostenibilità</b><span style="font-weight: 400;"> e tutela della natura).</span></p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Si intitola “</span><b>Attiviamoci!</b><span style="font-weight: 400;">” il progetto candidato dalla Città di </span><b>Sacile</b><span style="font-weight: 400;">, in collaborazione con Distretto sociosanitario Livenza, Cansiglio, Cavallo e “Voce Donna”: si tratta di un progetto innovativo di </span><b>prevenzione</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>contrasto alla violenza di genere</b><span style="font-weight: 400;"> nel Comune di Sacile, basato sulla </span><b>formazione</b><span style="font-weight: 400;"> di operatori del settore beauty come “</span><b>agenti sentinella</b><span style="font-weight: 400;">”. Il modello si fonda su lezioni teoriche, role play e simulazioni pratiche, e mira a creare una </span><b>rete</b><span style="font-weight: 400;"> territoriale diffusa di professionisti capaci di intercettare segnali di violenza e collegare le vittime ai servizi competenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Grazie alla natura del lavoro dei professionisti coinvolti e al formato laboratoriale della formazione, il modello è altamente replicabile in altri contesti urbani e territoriali, e con altre categorie professionali (fitness, centri sociali, servizi alla persona), garantendo scalabilità e trasferibilità del progetto oltre i confini del Comune di Sacile.</span></p>
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<p><b>CaorleEducAzione </b><span style="font-weight: 400;">è l’iniziativa proposta dal Comune di </span><b>Caorle</b><span style="font-weight: 400;"> per il bando: è un progetto che mette al centro bambini, ragazzi e famiglie. Nasce dalla collaborazione tra scuola, istituzioni, associazioni e territorio. L’obiettivo è accompagnare la </span><b>crescita educativa</b><span style="font-weight: 400;"> delle nuove generazioni. CaorleEducAzione considera l’educazione una responsabilità condivisa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È una vera e propria </span><b>comunità educante</b><span style="font-weight: 400;">. Il progetto parte dall’ascolto della voce dei bambini e dei ragazzi. Le loro esperienze diventano punto di partenza per le azioni educative. La metodologia è partecipativa e condivisa. Si ascoltano i bisogni reali del territorio. Si progettano interventi a partire dai dati raccolti. Le famiglie sono coinvolte come protagoniste. Vengono attivati questionari, tavoli di confronto e momenti di restituzione. Gli interventi non sono calati dall’alto. Nascono dal </span><b>dialogo tra adulti ed educatori</b><span style="font-weight: 400;">. Grande attenzione è data alle fasi di </span><b>crescita</b><span style="font-weight: 400;"> più delicate. In particolare alla preadolescenza e all’adolescenza. Il progetto promuove il benessere emotivo e relazionale e Sostiene il dialogo tra genitori e figli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Offre strumenti educativi concreti. Non propone soluzioni preconfezionate. Ma percorsi costruiti insieme. CaorleEducAzione valorizza il territorio come risorsa educativa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Favorisce la prevenzione del disagio. Rafforza le </span><b>alleanze educative</b><span style="font-weight: 400;">. All’interno del progetto nasce il Festival dell’Educazione. Un momento pubblico di incontro e riflessione. Con </span><b>esperti, laboratori e testimonianze</b><span style="font-weight: 400;">. Aperto a famiglie, ragazzi e cittadini. Il Festival rende visibile il percorso svolto. E rafforza il senso di comunità educativa.&#8221;</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><b>Cerenzia</b><span style="font-weight: 400;"> presenta la candidatura per </span><b>AIUTO- l’intelligenza artificiale al servizio degli anziani</b><span style="font-weight: 400;">: un progetto che nasce da un’esigenza semplice ma fondamentale, cioè rendere la tecnologia davvero accessibile e utile per tutti, in particolare modo per le persone anziane o con disabilità. Viviamo in un’epoca in cui l’</span><b>Intelligenza Artificiale</b><span style="font-weight: 400;"> può migliorare concretamente la qualità della vita. Tuttavia, molte persone fragili restano escluse da questi benefici, perché le tecnologie disponibili risultano spesso complesse o poco intuitive. Ed è proprio qui che arriva AIUTO, il primo sistema destinato a supportare in toto individui </span><b>fragili, anziani e diversamente abili</b><span style="font-weight: 400;">. Il sistema è formato in tre parti: un’ app destinata agli anziani e soggetti fragili, una centrale di controllo, contenente il motore di intelligenza artificiale, e un’ app destinata a chi dovrà eseguire le richieste.</span></p>
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<p><b>L’OzZaino dell’Emilia Politiche integrate di prevenzione, prossimità e comunità</b><span style="font-weight: 400;"> è il titolo dell&#8217;iniziativa presentata dal Comune di </span><b>Ozzano dell&#8217;Emilia</b><span style="font-weight: 400;">, un programma integrato di promozione della salute realizzato dal Comune di Ozzano dell’Emilia nel 2025, che assume la prevenzione come principio guida e interviene sui determinanti sociali, relazionali e ambientali del benessere lungo tutto l’arco della vita. Il progetto è stato progettato e attuato secondo un approccio Healthy Cities e un metodo di lavoro intersettoriale e partecipato, basato su analisi dei bisogni emergenti del territorio (fragilità, solitudine, accessibilità alla prevenzione), definizione di obiettivi misurabili e di un calendario modulare di iniziative; (3) costruzione e attivazione del partenariato locale (Comune, AUSL, 118, Pubblica Assistenza, associazioni socio-sanitarie e volontariato) ed implementazione delle azioni e restituzione pubblica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le azioni 2025 hanno incluso iniziative di </span><b>prevenzione socio-sanitaria</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>alfabetizzazione alla salute</b><span style="font-weight: 400;"> (caregiver, prevenzione dei rischi da esposizione alle radiazioni ultraviolette (raggi UV),corretti stili di vita, informazione terapeutica), il rafforzamento della cardioprotezione con installazione di DAE di nuova generazione e percorsi con 118 e Pubblica Assistenza per l’alfabetizzazione all’uso dei DAE e al primo soccorso anche in età pediatrica, contribuendo al riconoscimento regionale di Ozzano come Città Cardioprotetta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il percorso si è concluso con il Festival dell’</span><b>ESSER3</b><span style="font-weight: 400;"> (5 settembre 2025) come momento di sintesi e consolidamento della rete territoriale, con la partecipazione delle realtà socio-sanitarie e la presenza di rappresentanti istituzionali nazionali, tra cui il Ministro per le Disabilità. Il modello è replicabile perché fondato su strumenti ordinari comunali, partenariati locali e format modulare.</span></p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Dal Comune di </span><b>Tollo</b><span style="font-weight: 400;"> arriva invece la candidatura per il progetto </span><b>Misurabilità della qualità dell’aria</b><span style="font-weight: 400;">. Numerosi studi epidemiologici, condotti in diverse città americane ed europee nel corso degli ultimi anni, hanno dimostrato che esiste una notevole correlazione fra la presenza di polveri fini e in generale della qualità dell’aria ed il numero di </span><b>patologie dell’apparato respiratorio</b><span style="font-weight: 400;">, di malattie cardiovascolari e di episodi di mortalità riscontrati in una determinata area geografica. Uno dei principali vantaggi di queste nuove tecnologie è la possibilità di fornire informazioni in tempo reale sulla qualità dell’aria, anche negli ambienti interni. </span><b>Applicazioni per smartphone e siti web</b><span style="font-weight: 400;"> moderni possono mostrare i dati più aggiornati sul livello di inquinamento in una determinata area. In caso di concentrazioni elevate, le persone con problemi respiratori possono sapere quando è meglio evitare attività fisica all’aperto, mentre i bambini possono essere tenuti in casa quando la qualità dell’aria è particolarmente scadente. Il monitoraggio della qualità dell’aria permette di individuare le sorgenti di inquinamento e di applicare misure di controllo per ridurre le emissioni nocive. Rilevando le emissioni industriali, l’inquinamento da traffico e altre fonti di contaminanti atmosferici, le autorità possono intervenire con azioni correttive mirate. Essere proattivi significa migliorare la nostra salute, evitare che le condizioni peggiorino e proteggere le persone più vulnerabili.  Monitorare la qualità dell’aria ovunque è fondamentale per salvaguardare il benessere dell’umanità. Ci aiuta a comprendere e gestire l’inquinamento attraverso interventi tempestivi e strategie a lungo termine in grado di ridurre i rischi per la salute e migliorare l’ambiente in cui viviamo. </span></p>
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<p><b>La Casa dei Bambini e delle Bambine</b><span style="font-weight: 400;">, progetto candidato dal </span><b>Comune di Bari</b><span style="font-weight: 400;"> è un servizio educativo e sociale di interesse pubblico che risponde al bisogno delle famiglie più fragili, italiane e migranti con figli minori presenti sul territorio di Bari, attraverso un sistema di interventi di sostegno alla cura delle persone e si propone come spazio presso il quale ogni bambino, supportato da un adulto, o adolescente può vivere le prime esperienze di socializzazione. Il Centro Polifunzionale Casa dei Bambini e delle Bambine è articolato in un Emporio della Solidarietà, una Boutique Sociale,  uno spazio ludico per bambini/e,  uno spazio ragazzi/e,  uno spazio giovani (spazio quattro/4),  un’Agorà, un laboratorio permanente di riciclo, un centro sperimentale per la genitorialità, Stanza della salute e del benessere. Un servizio di </span><b>prevenzione precoce</b><span style="font-weight: 400;">, con particolare attenzione a </span><b>primi 1000 giorni</b><span style="font-weight: 400;"> di vita ed alla </span><b>salute psico-fisica</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Accademia della genitorialità</span> <span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><b>L’Accademia della Genitorialità</b><span style="font-weight: 400;"> del </span><b>Comune di Alberobello</b><span style="font-weight: 400;"> è un progetto di promozione della salute e del benessere psicosociale delle famiglie, orientato alla prevenzione precoce del disagio e alla riduzione dei fattori di rischio sociali, educativi e relazionali. Il progetto mira a rafforzare le competenze genitoriali come determinante fondamentale di salute, favorendo relazioni familiari positive, inclusive e consapevoli, e sostenendo lo sviluppo equilibrato di bambini e adolescenti. L’Accademia si configura come uno </span><b>spazio comunitario</b><span style="font-weight: 400;"> di informazione, formazione e supporto, rivolto a madri e padri e ad educatori ed educatrici del territorio. Le azioni previste comprendono incontri formativi tematici e gruppi di confronto finalizzati a promuovere benessere emotivo, capacità di gestione dello stress genitoriale e prevenzione dei comportamenti a rischio. Il progetto valorizza il ruolo della famiglia come primo contesto di salute e benessere, rafforzando la rete locale dei servizi educativi, sociali e sanitari. La metodologia adottata è di tipo integrato, partecipativo e orientato alla salute si articola nelle seguenti fasi: analisi dei bisogni di salute della comunità, attraverso l’osservazione del contesto locale e il confronto con i servizi territoriali; co-progettazione con il coinvolgimento di istituzioni, scuole, servizi sociali, professionisti della salute, al fine di garantire un’azione coordinata e multidisciplinare; metodologie attive e inclusive, basate su partecipazione, apprendimento esperienziale e scambio tra pari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Accademia della Genitorialità si propone così come un intervento strutturato di promozione della salute, capace di contribuire alla costruzione di una </span><b>genitorialità consapevole</b><span style="font-weight: 400;"> e di una comunità più sana, resiliente e solidale. Si precisa che tutti gli incontri sono gratuiti ed accessibili a tutti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><b>La comunità che cura: la forza della relazione per contrastare l’isolamento</b><span style="font-weight: 400;"> è stato candidato dal </span><b>Comune di Brescia</b><span style="font-weight: 400;">. Il progetto mira a migliorare la qualità di vita della persona anziana fragile e della sua famiglia, partendo dal principio che il benessere non dipende unicamente da cure e sostegni formali, ma dalla possibilità di sentirsi parte attiva e riconosciuta della </span><b>comunità</b><span style="font-weight: 400;">. La progettualità pone particolare attenzione ai </span><b>caregiver familiari</b><span style="font-weight: 400;">, che ricoprono un ruolo centrale nel sistema di </span><b>welfare</b><span style="font-weight: 400;">, e alle persone con demenza e ai loro familiari, che rappresentano un particolare target di fragilità, caratterizzato da bisogni complessi, continui e in costante evoluzione.</span></p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Dal </span><b>Comune di Castenaso</b><span style="font-weight: 400;"> arriva il progetto</span><b> Meno soli con gli oggetti intelligenti </b><span style="font-weight: 400;">basato sulla fornitura, installazione e gestione di gateway e di sensori indoor in tecnologia LORA-WAN. La sperimentazione è consistita nel dispiegamento di </span><b>sensori per la misurazione di parametri ambientali</b><span style="font-weight: 400;">, posizionati nelle abitazioni di cinque utenti selezionati dalla Città di Castenaso nell’ambito del progetto “Meno soli con gli oggetti intelligenti”, un’iniziativa ad adesione volontaria destinata ai cittadini </span><b>over 75 ancora autosufficienti</b><span style="font-weight: 400;"> che vivono soli e ai loro caregiver. Negli appartamenti sono state installate 2 tipologie di sensori: sensori per monitorare le condizioni ambientali e sensori per monitorare il movimento. Alla prima tipologia appartengono 6 sensori (ciascuno rileva 5 parametri ambientali) posizionati negli ambienti maggiormente vissuti (tinello/soggiorno, bagno, camera da letto) in base alle esigenze specifiche espresse dagli utenti e tenendo in considerazione il layout dell’appartamento, in accordo con le rispettive abitudini di vita. Alla seconda tipologia appartengono i 12 sensori che rilevano movimenti nei vani monitorati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I rilevatori ambientali acquisiscono contemporaneamente i valori dei seguenti parametri: temperatura, umidità, pressione atmosferica, livello di CO2, luminosità, IAQ (Indice sintetico di qualità dell’aria). I dati provenienti dal complesso dei sensori sono raccolti progressivamente in una </span><b>App per smartphone dedicata</b><span style="font-weight: 400;">, appositamente progettata e sviluppata nell’ambito della sperimentazione, consentendo un’analisi dettagliata delle condizioni ambientali in cui vivono gli utenti e la presenza negli ambienti monitorati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sperimentazione copre un nuovo ambito di monitoraggio rivolto agli anziani e finora non convogliato nel sistema di rilevazione dei dati regionali, ossia quello della misura presso le abitazioni di persone vulnerabili, nel caso specifico anziani ancora autosufficienti ma che necessitano di attenzione e accudimento parziale da parte dei caregiver.L’applicazione per smartphone sviluppata è destinata a supportare il caregiver, offrendo informazioni significative al fine di monitorare a distanza possibili situazioni critiche della persona vulnerabile e ridurre lo stato di affaticamento psicologico del caregiver stesso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La App è di semplice utilizzo e con un’interfaccia amichevole: situazioni ed eventi critici relativi alla persona vulnerabile vengono segnalati tramite notifiche push di facile lettura e vengono gestiti direttamente dal caregiver. È possibile consultare lo storico degli eventi critici in ottica </span><b>Data Driven</b><span style="font-weight: 400;"> e lo storico dei valori rilevati per ciascuno degli ambienti domestici monitorati.</span></p>
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<p><span style="font-weight: 400;">La candidatura per </span><b>La Salute nel Cuore </b><span style="font-weight: 400;">arriva dal </span><b>Comune di Gragnano Trebbiense</b><span style="font-weight: 400;">, per</span> <span style="font-weight: 400;">il progetto che ha promosso la salute e il benessere lungo l&#8217;</span><b>arco di tutta la vita</b><span style="font-weight: 400;">, da 0 a 100 anni, attraverso azioni di prevenzione, educazione, sostegno alla genitorialità, rafforzamento dei legami intergenerazionali tra minori e anziani. L&#8217;iniziativa è nata dalla collaborazione e dal lavoro di </span><b>rete territoriale</b><span style="font-weight: 400;"> tra Servizi Sociali comunali, Servizio Tutela Minori, Polo per l&#8217;Infanzia &#8220;La Casa delle Rane&#8221;, il Centro per le Famiglie distrettuale, il Centro Diurno Assistenziale per anziani, la Parrocchia ed è stata orientata alla prevenzione e promozione della </span><b>salute</b><span style="font-weight: 400;"> psicofisica secondo i </span><b>principi OMS</b></p>
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<p><b>Come invecchiare in salute? Caminadores e i sentieri del benessere</b><span style="font-weight: 400;"> sono la risposta del </span><b>Comune di Oliena</b><span style="font-weight: 400;"> e della ASL di Nuoro</span> <span style="font-weight: 400;">: in Sardegna l’invecchiamento della popolazione presenta sfide significative: l’indice di vecchiaia superiore alla media nazionale comporta un aumento delle </span><b>malattie croniche</b><span style="font-weight: 400;"> (MCNT), riduzione dell’autonomia e crescenti costi sanitari. La sedentarietà e l’inattività fisica sono fattori determinanti che aggravano questa situazione, soprattutto nelle aree più svantaggiate e tra le fasce di popolazione più fragili. Per invertire questa tendenza, è fondamentale intervenire sui fattori di rischio modificabili lungo tutto il ciclo di vita. La prevenzione attraverso la promozione di uno stile di vita sano e attivo rappresenta una strategia efficace e sostenibile. Camminare rappresenta il modo più semplice ed economico per contrastare le malattie comunemente causate da stili di vita non corretti favorendo inoltre l’inclusione sociale e la socializzazione. Il progetto Caminadores nasce proprio da questa esigenza: promuovere uno stile di vita più attivo e salutare nella comunità di Oliena, un territorio ricco di tradizioni e di forte senso di appartenenza. Frutto di una collaborazione sinergica tra ASL di Nuoro, Comune di Oliena e Assessorato della Regione Sardegna, il progetto si propone come un esempio di innovazione sociale e sanitaria, volto a incentivare l’attività fisica come strumento di prevenzione, benessere e inclusione. L’approccio è basato su metodi partecipativi e multidisciplinari, con coinvolgimento attivo dei cittadini per garantire efficacia e sostenibilità nel tempo. Dopo una fase di pianificazione condivisa con i rappresentanti del Comune e della ASL, è stata attuata una campagna di sensibilizzazione rivolta a tutta la comunità, con l’obiettivo di diffondere consapevolezza sull’importanza dell’attività fisica, stimolare un senso di responsabilità collettiva, favorire un cambiamento culturale orientato a uno stile di vita più attivo. Le attività di cammino sono state avviate sotto la guida di un professionista qualificato, un laureato in scienze motorie (LSM) che pianifica e supervisiona le sessioni, assicurandone efficacia e sicurezza. Un ruolo fondamentale è svolto anche da un walking leader, scelto tra i partecipanti, che supporta e incoraggia gli altri, creando un clima di fiducia e partecipazione attiva. Questa leadership partecipativa rafforza il </span><b>senso di comunità</b><span style="font-weight: 400;"> e motiva i partecipanti a mantenere un impegno costante. La supervisione scientifica è garantita dalla ASL di Nuoro, che monitora gli aspetti sanitari delle attività, mentre il Comune si occupa della logistica. Le attività si svolgono in spazi all’aperto messi a disposizione dal Comune, in sentieri e aree sicure adeguate alle caratteristiche del gruppo. Le attività prevedono programmi di allenamento studiati dal LSM e comprendenti esercizi aerobici, di equilibrio e di flessibilità, pensati per essere </span><b>progressivi e adattabili</b><span style="font-weight: 400;"> alle esigenze di tutti i partecipanti. Il LSM si occupa di mantenere un contatto regolare con il gruppo, condividendo feedback, consigli e supporto emotivo. La partecipazione al gruppo è volontaria, gratuita ed è richiesta un’iscrizione online, che permette alla ASL di raccogliere le schede anamnestiche utili per monitorare lo stato di salute e personalizzare gli interventi. L’approccio integrato tra enti sanitari, istituzioni locali e partecipanti ha permesso di creare un progetto solido, </span><b>sostenibile</b><span style="font-weight: 400;"> nel tempo e capace di generare un impatto positivo duraturo sulla comunità locale favorendo non solo il benessere fisico, ma anche l’inclusione sociale e il rafforzamento del senso di appartenenza alla comunità. Grazie a Caminadores, il camminare condiviso si trasforma in un gesto di cura, socializzazione e </span><b>partecipazione attiva</b><span style="font-weight: 400;">, contribuendo allo sviluppo di una società più sana e a una comunità più coesa.</span></p>
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<p><span style="font-weight: 400;">L’iniziativa </span><b>La città di Vicenza per un&#8217;infanzia più sicura</b><span style="font-weight: 400;"> arriva candidata dal </span><b>Comune di Vicenza</b><span style="font-weight: 400;"> e si inserisce in un percorso strutturato di prevenzione e formazione avviato negli ultimi anni per rafforzare la sicurezza nei contesti educativi 0–6 anni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">All’interno del progetto “La città di Vicenza per un’infanzia più sicura”,  grazie alla collaborazione con l’Aulss8 Berica, certificati American Heart Association e accreditati dalla Regione Veneto, già oltre 200 educatori, insegnanti e dipendenti  dei nidi e delle scuole dell’infanzia comunali (27 istituti complessivi) sono stati </span><b>formati e certificati</b><span style="font-weight: 400;"> nelle manovre salvavita di disostruzione delle viee aeree, alla rianimazione cardiopolmonare ed all’utilizzo del defibrillatore semiautomatico (DAE) su bambini e lattanti. Sempre nello stesso progetto, per un totale di 70 tra educatrici dei Servizi alla prima infanzia e docenti delle scuole dell&#8217;infanzia del Comune di Vicenza, hanno partecipato ad incontri formativi tenuti dai pediatri di libera scelta dell&#8217;Aulss8 Berica, sulla prevenzione degli incidenti a casa e a scuola, sui segnali di abuso e maltrattamento e sulle procedure per segnalazioni e certificazioni, tematiche emergenti e fondamentali per chi opera nei Servizi all&#8217;infanzia, per definire procedure e aspetti organizzativi in ambito educativo e scolastico. Ancora nel contesto dello stesso progetto nei mesi scorsi si è svolto un corso di “Analisi dei Pericoli e Punti Critici di Controllo” per personale di cucina, addetti alla distribuzione pasti ed educatori coinvolti nella manipolazione degli alimenti delle Scuole dell’Infanzia del Comune di Vicenza (Corso HACCP Hazard Analysis and Critical Control Points) i cui contenuti chiave sono stati l&#8217;igiene personale e le buone pratiche, i rischi alimentari e la prevenzione, la conservazione, preparazione e somministrazione dei pasti, la pulizia, sanificazione e tracciabilità degli alimenti. La successiva donazione da parte di associazioni cittadine di 10 defibrillatori, completi di teca, rappresenta quindi un passo concreto che rafforza quanto già costruito: scuole più preparate e sicure, personale formato e strumenti immediatamente disponibili in caso di emergenza. Un </span><b>investimento in prevenzione</b><span style="font-weight: 400;"> che tutela non solo i bambini, ma anche educatori, operatori e famiglie che quotidianamente vivono gli spazi scolastici, trasformando le scuole in veri e propri presidi di cardioprotezione a servizio dell’intera città.</span></p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Dal </span><b>Comune di Chiusi Della Verna</b><span style="font-weight: 400;"> arriva la candidatura per il progetto </span></p>
<p><b>Fratello Sole Sorella Luna: Una Biblioteca One Health</b><span style="font-weight: 400;">: il comune, utilizzando il fondo di “Inclusione e coesione” del PNRR, ha aperto una biblioteca, affidandone la gestione a Isde medici per l’ambiente. Il team è costituito da professionisti, tra cui un artista inglese, residente nel comune, tutti fortemente motivati e competenti. Il progetto è nato con una metodologia di comunità, basata su un approccio partecipativo che coinvolge membri del territorio e mira  ad accrescere </span><b>consapevolezza</b><span style="font-weight: 400;">, autostima in un’ottica di </span><b>empowerment</b><span style="font-weight: 400;">. Il comune, essendo a 1000 s.l.m. risente dell’abbandono da parte dei giovani, è costituito prevalentemente da </span><b>popolazione anziana</b><span style="font-weight: 400;"> e, al tempo stesso, </span><b>attira stranieri</b><span style="font-weight: 400;"> di diverse nazionalità. La biblioteca è stata allestita in un bello stabile, ex auditorium, inutilizzato da tempo. I principali settori nei quali si articola il patrimonio librario, i laboratori e le iniziative di divulgazione sono stati individuati dal Comune con ISDE, Convento Francescano, CAI, Parco delle Foreste Casentinesi e guide, Legambiente e CREA (Istituto di selvicoltura) Istituto Comprensivo del Casentino, Pro-loco di Chiusi, Cooperative locali di ambito ambientale e singoli abitanti. I settori scelti sono </span><b>natura e biodiversità</b><span style="font-weight: 400;">, esplorazione delle diverse forme di vita e degli ecosistemi presenti nel nostro territorio; parchi, foreste e ambienti naturali; approfondimento sulla gestione e la conservazione degli spazi verdi e delle aree protette; ambiente e salute: analisi delle interconnessioni tra qualità ambientale e benessere umano; cammini di tipo religioso ed escursionistico: percorsi a piedi, in bicicletta o a cavallo, con un focus su quelli di interesse storico e spirituale; biblioteche e gruppi di lettura: promozione della lettura attraverso la creazione del “Club di lettura” e altre iniziative bibliotecarie. Coinvolgimento delle scuole di Chiusi e delle vallate circostanti con incontri periodici per letture e laboratori creativi, utilizzando anche la lingua Inglese. Storia del territorio e ricerca degli antichi saperi: Studio e </span><b>valorizzazione delle tradizioni locali </b><span style="font-weight: 400;">e della storia del territorio e dei suoi abitanti. </span></p>
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<p><b>Servizio di sviluppo di comunità Prisma-Attività Creative Terza Età. Azioni innovative in favore di una comunità attiva</b><span style="font-weight: 400;"> concorre al bando per il </span><b>Comune di Padova</b><span style="font-weight: 400;">, dove il Settore Servizi Sociali è promotore da diversi decenni di servizi di </span><b>inclusione</b><span style="font-weight: 400;"> e di </span><b>prevenzione</b><span style="font-weight: 400;">, in particolare sono attivi il servizio di sviluppo di comunità, avviato nel 2003, e l’Ufficio Attività Creative per la </span><b>Terza Età </b><span style="font-weight: 400;">(ACTE), costituito nel 1982 a partire da esperienze concrete nate sul territorio. Le finalità del servizio ACTE rivolto agli over 65 sono quelle di creare un punto di riferimento attivo per la popolazione anziana della città offrendo occasioni di ritrovo e di relazione, dare la possibilità a molti di dedicarsi ad attività creative o di coltivare curiosità intellettuali, intervenendo non solo sul piano mentale, ma anche su quello fisico tramite l&#8217;attività motoria. Il Servizio di sviluppo di comunità Prisma nasce per supportare cittadine, cittadini, associazioni ed enti nella costruzione di </span><b>comunità più inclusive e partecipative</b><span style="font-weight: 400;">. Attraverso un approccio basato sulla collaborazione e sul coinvolgimento attivo, Prisma aiuta a rilevare i bisogni della popolazione e a sviluppare iniziative concrete nei sei quartieri della città. Nell’ambito dei servizi co-gestiti dal Comune di Padova e da sette cooperative sociali, hanno  si riportano le seguenti attività svolte nel 2025 volte a  contrastare la solitudine, l’isolamento sociale e la fragilità relazionale attraverso azioni di comunità, prossimità, partecipazione e rafforzamento dei legami intergenerazionali: mentoring anziani in collaborazione con Dipartimento di Psicologia di Comunità-Università degli studi di Padova; eventi divulgativi su tematiche della salute in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova-Progetto di Terza Missione 2025; tavolo territoriale sugli anziani presso il quartiere Forcellini; giovani in Acte- attività di dialogo intergenerazionale e di ricerca.</span></p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Dal </span><b>Comune di Bologna</b><span style="font-weight: 400;"> giunge la candidatura del progetto </span><b>Agenti di Salute: nuove pratiche di welfare di prossimità contro le disuguaglianze in salute</b><span style="font-weight: 400;">: si tratta della progettazione di un nuovo servizio di promozione della salute e di benessere della comunità che, attraverso lo sviluppo di nuove pratiche di welfare di </span><b>prossimità</b><span style="font-weight: 400;">, realizzate da operatori con competenze di Agente di </span><b>Salute</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; in fase di sperimentazione metodologica sul Quartiere Savena nel  primo semestre del 2026 – miri a implementare forme e percorsi innovativi di ascolto, intercettazione ed emersione delle fragilità e solitudini esistenti, ne sappia monitorare gli andamenti, e sia in grado di promuovere risposte appropriate ai bisogni, in condivisione costante con le “sentinelle territoriali” già a Rete nei servizi e con le  opportunità esistenti, comprensive sia dei Servizi Sanitari, territoriali e non, degli Infermieri di Comunità, dei Servizi Sociali di </span><b>comunità</b><span style="font-weight: 400;">, dei Servizi Educativi, degli Uffici Reti di Quartiere, degli Agenti di prossimità di FIU, sia delle opportunità offerte da Enti del Terzo Settore, Parrocchie, Esercenti attività commerciali stanziali, ed altri attori formali e informali competenti nella prossimità. Il Servizio dovrà quindi essere in grado di costruire vere e proprie “antenne territoriali di prossimità”, che nel quadro dei servizi esistenti e dei dati di fragilità disponibili,</span><b> supportino e rafforzino il sistema cittadino di promozione della salute</b><span style="font-weight: 400;"> in tutte le sue declinazioni, nell’ottica di favorire al massimo grado la capacitazione e la resilienza dei singoli e favorendo contestualmente azioni di promozione dell’inclusione sociale e di partecipazione alla vita comunitaria.</span></p>
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<p><b>Ben oltre il tabù</b><span style="font-weight: 400;"> arriva dal Comune di </span><b>Martina Franca</b><span style="font-weight: 400;">, si tratta del progetto che l’Ente ha realizzato avviando nel mese di novembre 2024 un&#8217;istruttoria pubblica rivolta a soggetti del Terzo Settore interessati a sviluppare interventi di educazione e sensibilizzazione all&#8217;affettività, alle relazioni e alla sessualità rivolti a studenti tra i 13 e i 16 anni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Ente ha individuato quale soggetto attuatore delle attività l’Aps Restart e le attività sono state condotte da psicologhe e psicoterapeute esperte in </span><b>tematiche educative e relazionali</b><span style="font-weight: 400;">: Dr.ssa Donata Loiacono, Dr.ssa Maria Colucci, Dr.ssa Morena Caliandro e Dr.ssa Vitiana Bruno. Il progetto è stato arricchito anche dal coinvolgimento di altre associazioni in rete con l’Aps Restart: Associazione Dario Favia &#8211; Lasciateci le Ali ODV (Bari), con la Dott.ssa Donata Loiacono, Associazione Antopaninabella ODV (Bari), con la Dott.ssa Vitiana Bruno e l’Associazione culturale Upward di Martina Franca. ll progetto denominato “Ben oltre il tabù” è stato avviato il 7 marzo 2025 e si è concluso il 30 maggio 2025 con un evento aperto alla cittadinanza presso la Sala Consiliare del Comune. Durante questi mesi è stato sviluppato un percorso educativo partecipato, rivolto agli </span><b>studenti </b><span style="font-weight: 400;">delle scuole superiori del territorio, in particolare al Liceo Tito Livio (indirizzi classico, scientifico, linguistico e scienze umane) e all&#8217;lSS Leonardo da Vinci.Il dialogo su affettività e sessualità è stato favorito dai professionisti che hanno condotto le attività di sensibilizzazione e dialogo aperto su </span><b>affettività, relazioni e sessualità</b><span style="font-weight: 400;">, coinvolgendo attivamente gli studenti, anche attraverso l’utilizzo di Mentimeter, una piattaforma digitale che ha permesso agli studenti di partecipare attivamente e in modo dinamico alle discussioni, favorendo momenti di confronto autentico. Grazie alla professionalità degli esperti, è stato costruito un contesto stimolante e protetto, dove i ragazzi hanno potuto esprimersi liberamente e confrontarsi su temi spesso poco trattati in ambito scolastico. </span></p>
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<p><b>“Speciali insieme”: il primo convegno dedicato all’inclusione e alle realtà del volontariato</b><span style="font-weight: 400;"> è il progetto che candida il </span><b>Comune Zero Branco</b><span style="font-weight: 400;">: in occasione della Giornata Mondiale della Disabilità del 2025 è stata organizzata un’intera mattinata dedicata a mettere in rete esperienze, competenze e testimonianze per costruire insieme una </span><b>comunità più inclusiva</b><span style="font-weight: 400;"> e attenta ai bisogni delle persone con disabilità: questi obiettivi, sabato 29 novembre, il Comune di Zero Branco ha predisposto presso l’auditorium “Comisso” la prima edizione del convegno “Speciali Insieme &#8211; È nella cura di ogni istante che la vita si fa importante”. Si è trattato di una mattinata di</span><b> confronto, ascolto e approfondimento</b><span style="font-weight: 400;"> dedicata al tema dell’inclusione e al lavoro quotidiano delle molte realtà che nel territorio si occupano di </span><b>disabilità</b><span style="font-weight: 400;">, creando uno spazio di dialogo concreto tra istituzioni, amministratori, professionisti, volontari e famiglie. L’iniziativa, promossa dal Comune di Zero Branco in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità del 3 dicembre, ha visto la partecipazione dell’Ulss 2 Marca Trevigiana &#8211; Uoc Uaf e See di Mogliano Veneto ed è stata realizzata grazie alla collaborazione delle associazioni locali che ogni giorno operano accanto a bambini, giovani e adulti con fragilità. Il convegno ha rappresentato una prima volta significativa per Zero Branco: mai prima d’ora, infatti, tutte associazioni attive nell’ambito della disabilità avevano condiviso un unico tavolo, un’unica narrazione, un unico spazio di confronto pubblico.</span></p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Dal Comune di </span><b>Perugia</b><span style="font-weight: 400;"> la scelta per il progetto da candidare ricade su </span><b>Consultori familiari 2.0</b><span style="font-weight: 400;">: il progetto è stato realizzato in co-progettazione con Enti del terzo settore e in stretta collaborazione con l&#8217;Azienda USL Umbria1-Distretto del Perugino per la definizione e la realizzazione di attività ad alto tasso di </span><b>integrazione socio-sanitaria</b><span style="font-weight: 400;"> per rispondere ai bisogni di una delicata fase di vita delle famiglie dal concepimento ai primi 1000 giorni di vita del bambino. Sono stati realizzati interventi di prevenzione e promozione del benessere della famiglia nell’ambito del percorso nascita in forte integrazione e all&#8217;interno dei Consultori familiari e promosso l’accesso facilitato dei genitori ad un’informazione mirata sui servizi dedicati ai primi 1000 giorni di vita del bambino. Ha contribuito ad arricchire l’offerta di servizi ed interventi secondo un approccio multidisciplinare su tematiche socio-sanitarie a partire dal percorso nascita, comprendendo percorsi integrati a carattere educativo, di orientamento e di supporto ai </span><b>neogenitori</b><span style="font-weight: 400;">, nonché a rivitalizzare ed ampliare la rete tra servizi, valorizzando anche le risorse presenti sul territorio. Ha rappresentato un’esperienza di successo per la sperimentazione di un modello innovativo di </span><b>integrazione</b><span style="font-weight: 400;"> fra Comune, terzo settore e spazi socio-sanitari dei Consultori della Usl Umbria1. Il valore aggiunto delle attività, che sono state sviluppate nelle 4 sedi territoriali dei Consultori familiari del Distretto del Perugino, è derivato anche dalle azioni messe in atto per integrare le figure professionali e gli interventi già realizzati all&#8217;interno dei servizi con quelli messi in campo dal progetto (formazione congiunta, supervisione, incontri di programmazione). La condivisione dell&#8217;intero percorso sin dalla sua progettazione ha permesso la valorizzazione ed il riconoscimento reciproco delle competenze di ciascun soggetto coinvolto e consentito la realizzazione di azioni realmente multidisciplinari che mettessero al centro la persona nel suo complesso con una lettura globale del bisogno e la costruzione di una risposta non frammentata.</span></p>
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<p><b>Cosa mi aspetto? Umanizzazione, orientamento e inclusione delle fragilità nella Casa della Comunità di Udine</b><span style="font-weight: 400;">: dal </span><b>Comune di Udine</b><span style="font-weight: 400;"> arriva la candidatura per questa iniziativa promossa dall’Ente in città grazie un accordo di “Progetto sperimentale di </span><b>umanizzazione </b><span style="font-weight: 400;">degli spazi rivolti a multiutenza, con particolare attenzione agli anziani e alle </span><b>fragilità</b><span style="font-weight: 400;">” sottoscritto da Comune, Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, Università degli Studi di Udine e ASP La Quiete. Nello specifico, in vista dell’apertura della Casa della Comunità cittadina presso la sede del Distretto di Udine in via San Valentino il progetto ha identificato come obiettivo il ripensamento della segnaletica e delle azioni complessive di orientamento, indicazione (in generale di “</span><b>wayfinding</b><span style="font-weight: 400;">” intese come cartellonistica ma non solo), dagli accessi fino ai diversi piani: le finalità ampie, che si sviluppano in sinergia con il più esteso piano degli interventi di ristrutturazione,  riguardano il miglioramento dell’accessibilità a questa struttura, la possibilità di orientarsi efficacemente per trovare i diversi ambulatori e servizi, l’accoglienza, gli spazi di attesa. Le difficoltà di orientamento dentro la struttura erano infatti note e causate dalle caratteristiche architettoniche dell’edificio, articolato in tre “corpi”, due dei quali non comunicanti, e dalla possibilità di accedere dalla strada senza barriere direttamente solo da uno di questi. Dal punto di vista metodologico il progetto ha lavorato in primo luogo ad affinare la conoscenza di questo stato di fatto andando a indagare le necessità di dettaglio attraverso un’analisi delle criticità specifiche e degli elementi di buon funzionamento che ha applicato su questa struttura gli strumenti di indagine partecipata già messi a punto nell’ambito del progetto sperimentale che potevano meglio adattarsi a questo spazio. In particolare: giornate di osservazione presso gli spazi del distretto, con particolare attenzione alle zone di accesso, passaggio e attesa, che ha previsto anche numerose interviste informali con utenti e accompagnatori; un focus group con un gruppo di operatori che potesse far emergere diversi punti di vista ed esperienze sui temi dell’accessibilità e dell’orientamento a partire dai punti di vista di chi lavora quotidianamente nella struttura: la diffusione di un questionario compilato da 45 operatori della struttura per raccogliere ulteriori informazioni e punti di vista; la diffusione di un questionario agli utenti,</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A questa fase ha fatto seguito la costruzione di proposte di intervento che rispondessero alle criticità individuate, che sono state prima delineate dallo staff interdisciplinare del progetto e a seguire sono state verificate e perfezionate insieme agli operatori, con un lavoro di armonizzazione e inclusione nel progetto complessivo di ristrutturazione della </span><b>Casa della Comunità</b><span style="font-weight: 400;"> la cui inaugurazione ha coinciso con la realizzazione degli interventi pratici del progetto. </span></p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Il progetto “</span><b>All aut inclusive” e “in&amp;aut”, innovativa coprogettazione con il coinvolgimento del terzo settore, per realizzare un ecosistema territoriale per l’inclusione di minori e giovani neurodivergenti</b><span style="font-weight: 400;">“ presentato dal </span><b>Comune di Foggia</b><span style="font-weight: 400;"> nasce dalla coprogettazione tra l’Ambito Territoriale Sociale di Foggia/Comune di Foggia, e le Associazioni di Promozione Sociale “Il Girasole” e “IFun”, con l’obiettivo di contrastare la solitudine, l’isolamento sociale e la </span><b>fragilità relazionale</b><span style="font-weight: 400;"> di minori e giovani neurodivergenti in età di transizione (13-21 anni). Il Progetto, articolato in due azioni, ha integrato interventi educativi, socio-abilitativi e di inclusione comunitaria attraverso laboratori inclusivi, percorsi di autonomia personale e sociale, gruppi di socializzazione e attività di parent training. La metodologia adottata per la gestione delle due azioni progettuali è quella della coprogettazione ex art. 55 D.Lgs. 117/2017, con pianificazione condivisa tra Ente Pubblico e Enti del Terzo Settore.Nel corso della programmazione è stata attuata la co-progettazione finalizzata alla promozione dell’inclusione sociale, del benessere e dell’autonomia delle persone con disturbo dello spettro autistico e delle loro famiglie, realizzata in sinergia con enti del Terzo Settore del territorio e il CAT/SNPIA dell’ASL Foggia. Le iniziative, pur differenti per approccio e struttura, hanno condiviso la medesima finalità di promuovere percorsi integrati di sostegno, socializzazione e crescita personale, attraverso attività laboratoriali, educative ed esperienziali condotte da équipe multidisciplinari altamente qualificate. Le due azioni, si sono articolate con la sperimentazione di molteplici attività laboratoriali, innovative nella metodologia d’azione, condotte in orario extrascolastico e curate da un’équipe multidisciplinare composta da psicologi, educatori, terapisti ABA, arteterapeuti, musicoterapeuti ed esperti di motoria e teatro. Tra le attività realizzate si segnalano i laboratori teatrali, laboratori di cucina, motori, di musicoterapia e arteterapia, di emozioni ed affettività, di autonomia personale e orientamento al lavoro, oltre a laboratori artigianali e di interventi assistiti con animali presso la Fattoria Didattica Emmaus. Particolare attenzione è stata dedicata alle </span><b>famiglie </b><span style="font-weight: 400;">dei partecipanti, con l’attivazione di un percorso di accompagnamento e di sostegno psicologico rivolto anche ai fratelli (siblings), attraverso incontri di gruppo e sportelli di ascolto individuali. L’azione, basata sull’innovatività, tecnologia ed approccio esperienziale, ha avuto come obiettivo principale la promozione delle </span><b>competenze comunicative, relazionali e sociali </b><span style="font-weight: 400;">attraverso un approccio educativo e terapeutico basato altresì sull’esperienza e sulla partecipazione attiva. Le attività, hanno previsto laboratori ludico-sensoriali, percorsi di stimolazione cognitiva, esercizi di autonomia e momenti di socializzazione strutturata. Sono stati inoltre realizzati incontri di </span><b>formazione e sostegno per i genitori</b><span style="font-weight: 400;">, con l’obiettivo di accompagnare le famiglie nella gestione quotidiana delle difficoltà e nel potenziamento delle competenze educative. </span></p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Il </span><b>Comune di Trento</b><span style="font-weight: 400;"> sceglie di candidare “</span><b>Spazi Per Crescere</b><span style="font-weight: 400;">”, un progetto di promozione delle buone pratiche, cioè di quelle pratiche di cura ed educazione che, secondo evidenze scientifiche, apportano i maggiori benefici allo sviluppo di bambini e bambine e alla relazione genitori-figli: gioco, lettura, musica, contatto, uso consapevole delle tecnologie digitali in famiglia. Il progetto è promosso e realizzato da tre realtà del Comune di Trento che da più di dieci anni lavorano in rete per promuovere la genitorialità e il benessere familiare. Le realtà proponenti collaborano con i servizi del territorio (tra cui il Consultorio ASUIT) e aderiscono alla Rete Intrecci di Trento e dintorni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il fondamento scientifico è rappresentato dal </span><b>“Nurturing Care Framework” (NCF)</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>documento OMS-UNICEF</b><span style="font-weight: 400;"> di rilevanza internazionale che fornisce indicazioni su come investire nelle prime epoche della vita, i cosiddetti primi 1000 giorni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il progetto rientra tra le azioni previste dal Programma “Primi 1000 giorni” del Piano provinciale della Prevenzione 2020-2025”, con l’obiettivo di sviluppare nelle comunità locali modelli territoriali di integrazione e </span><b>supporto alla genitorialità</b><span style="font-weight: 400;"> attraverso l’offerta attiva di pratiche basate su prove di efficacia per lo sviluppo del bambino e il sostegno alla relazione genitori-figli. Il progetto è condotto da operatrici formate al Corso multiprofessionale su sviluppo infantile precoce e programmi Nati per Leggere e Nati per la Musica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Spazi per crescere è un progetto patrocinato da Asuit (Azienda Sanitaria Universitaria Trentina) e di Nati per Leggere e Nati per la Musica Trentino.</span></p>
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<p><b>5 Km di Meraviglia – Scopri, Cammina, Rispetta</b><span style="font-weight: 400;">, viene proposto dal </span><b>Comune di Chioggia </b><span style="font-weight: 400;">per la candidatura al bando: il progetto “5 km di Meraviglia” è un percorso educativo e partecipativo promosso dal Comune di Chioggia per </span><b>promuovere salute, attività fisica e consapevolezza ambientale </b><span style="font-weight: 400;">tra studenti e comunità locale, valorizzando la Laguna del Lusenzo come spazio naturale di benessere, apprendimento e cittadinanza attiva. L’iniziativa ha coinvolto gli </span><b>studenti</b><span style="font-weight: 400;"> delle scuole primarie e secondarie di primo grado in giornate di cammino educativo lungo il percorso lagunare, integrate da attività sportive, laboratori di educazione ambientale e momenti di scoperta del territorio. Attraverso l’esperienza diretta dell’ambiente lagunare, i ragazzi hanno potuto riflettere sul legame tra salute, natura e qualità della vita urbana. Il percorso educativo è stato arricchito da un concorso fotografico, che ha invitato gli studenti a raccontare la laguna attraverso il proprio sguardo, stimolando </span><b>osservazione, creatività e senso di appartenenza al territorio</b><span style="font-weight: 400;">. La giornata conclusiva si è svolta presso l’Oratorio Salesiano affacciato sulla Laguna del Lusenzo, con la partecipazione degli istituti comprensivi coinvolti, delle famiglie e della comunità locale. Durante l’evento i ragazzi hanno potuto sperimentare diverse </span><b>attività sportive e tradizionali </b><span style="font-weight: 400;">legate alla cultura lagunare, tra cui la voga alla veneta, disciplina tipica della navigazione nelle lagune venete. Nel corso dell’incontro finale i dirigenti scolastici sono stati ringraziati per la collaborazione attraverso una lettera istituzionale firmata dall’Assessore ai Servizi Sociali e dall’Health City Manager, che ha illustrato il significato dell’iniziativa nel quadro delle politiche di promozione della salute. In questa occasione è stata inoltre condivisa l’adozione da parte del Comune di Chioggia, tramite deliberazione di Giunta, del Manifesto “La salute nelle città: bene comune”, consegnato simbolicamente ai dirigenti scolastici. Il progetto rappresenta un esempio di </span><b>collaborazione intersettoriale</b><span style="font-weight: 400;"> tra amministrazione comunale, scuola, associazioni sportive e realtà del terzo settore, contribuendo alla costruzione di ambienti urbani più sani, inclusivi e sostenibili.</span></p>
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</span><span style="font-weight: 400;">Il progetto </span><b>Case Di Quartiere &#8211; Spazi Wimi</b><span style="font-weight: 400;"> candidato dal </span><b>Comune di Milano</b><span style="font-weight: 400;">, nasce in un contesto di amministrazione condivisa con il percorso di </span><b>co-programmazione</b><span style="font-weight: 400;">, ai sensi dell’art. 55 del Codice del Terzo Settore, avviato nel 2022 con l’obiettivo di definire nuovo modello di gestione del servizio dei Centri Socio Ricreativi Culturali del Comune di Milano. A conclusione della co-programmazione, a cui hanno partecipato 54 Enti del Terzo Settore (ETS), nel 2023 è stato avviato il percorso di co-progettazione per la “Messa a sistema di un </span><b>modello di welfare territoriale</b><span style="font-weight: 400;"> a rete integrata pubblico e privato, volto a fornire ai cittadini risorse informative, di socialità, di benessere, di conoscenza, utili per orientarsi sempre più efficacemente nella comunità del futuro”. I tavoli di co-progettazione, costituiti da rappresentanti del Comune e degli ETS individuati attraverso un avviso pubblico, si sono svolti tra il 07/02/2024 e il 27/03/2024, attraverso un calendario di lavori articolato in sessioni plenarie dedicate a </span><b>tematiche trasversali</b><span style="font-weight: 400;">, in incontri specifici ed in </span><b>gruppi di lavoro tematici</b><span style="font-weight: 400;">. Nel corso degli incontri è stato elaborato, per ognuno dei 9 Municipi della città, un progetto unitario, con avvio a giugno 2024 e conclusione a maggio 2027 (con possibilità di prolungamento di altri 24 mesi). La fase realizzativa della co-progettazione coinvolge 9 Associazioni Temporanee di Scopo, per un totale di 62 ETS (cooperative sociali e APS) e ha come finalità generale la trasformazione dei 29 ex Centri Socio Ricreativi Culturali da “circoli per anziani” in Case di Quartiere, intese come nodi di una rete aperta di spazi pubblici che promuovono nei quartieri servizi e opportunità di prossimità per il benessere della popolazione anziana e non solo, perché, come sostiene l’OMS “La salute si sviluppa nei contesti della vita quotidiana – nei quartieri e nelle comunità in cui le persone vivono”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La strategia del progetto si fonda su un approccio che riconosce</span><b> la salute come bene comune</b><span style="font-weight: 400;"> e risultato della </span><b>collaborazione</b><span style="font-weight: 400;"> tra cittadini, servizi e reti territoriali e valorizza la Casa di Quartiere, al cui interno sono presenti sportelli di informazione e orientamento denominati Spazi WeMi,  come infrastruttura sociale di connessione tra i cittadini, i servizi pubblici e le realtà sociali del territorio e come presidio di prossimità promotore di socialità e salute. Il progetto interviene sul crescente fenomeno della solitudine e del rischio di isolamento tra la popolazione anziana (e non solo), accentuato dalla frammentazione delle reti di welfare e dalla prevalenza di un approccio centrato sull’assistenza e sulla cura sanitaria più che sulla </span><b>promozione della salute nella sua multidimensionalità</b><span style="font-weight: 400;"> (fisica, mentale e sociale). Si propone di intervenire su tre ambiti principali di bisogno: salute e benessere relazionale, connessioni sociali e territoriali, cultura dell’ageing.</span></p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Il </span><b>Comune di Verona</b><span style="font-weight: 400;"> sceglie di candidare all’Oscar della Salute il progetto </span><b>Salute- Comunità -Relazioni- Anziani (ma non solo)- Spazi di welfare territoriale Sport Expo Week – Verona Città dello Sport (19–25 maggio 2025)</b><span style="font-weight: 400;">. Il Comune di Verona è ideatore e promotore del progetto, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Verona, Fondazione Bentegodi, istituzioni, scuole, federazioni e associazioni sportive del territorio. Fondamentale è la collaborazione con il Corso di Laurea in Scienze Motorie che fornisce oltre 300 tirocinanti. Si tratta di una manifestazione diffusa, interamente gratuita, ideata e promossa dal Comune di Verona nell’ambito delle proprie politiche di promozione della salute e realizzata con il coordinamento organizzativo di Fondazione Bentegodi. L’iniziativa rappresenta uno degli strumenti con cui l’amministrazione comunale promuove </span><b>stili di vita attivi, inclusione sociale e benessere della comunità</b><span style="font-weight: 400;">, in coerenza con i principi del modello </span><b>Health in All Policies</b><span style="font-weight: 400;"> promosso dalla Rete Città Sane – OMS. Giunta nel 2025 alla 19ª edizione e in continua espansione, Sport Expo Week ha trasformato Verona in una grande palestra urbana a cielo aperto, offrendo a bambini, ragazzi e famiglie la possibilità di sperimentare gratuitamente numerose discipline sportive. Il progetto interpreta la</span><b> città come un vero e proprio setting di salute</b><span style="font-weight: 400;">, in cui politiche urbane, spazi pubblici e partecipazione della comunità contribuiscono a creare condizioni favorevoli al benessere e a stili di vita attivi. In questa prospettiva, l’iniziativa agisce sui determinanti sociali e ambientali della salute, integrando politiche sportive, educative e sociali. Le attività si sono svolte dal 19 al 22 maggio 2025 in diversi luoghi della città: piazze e parchi nelle otto Circoscrizioni cittadine che hanno partecipato attivamente all’iniziativa, contribuendo a portare lo sport nei luoghi di vita quotidiana delle famiglie. Il weekend conclusivo, dal 23 al 25 maggio, si è invece svolto presso la Fiera di Verona, con oltre 40 discipline sportive sperimentabili Il progetto ha coinvolto principalmente bambini e ragazzi tra gli 8 e i 18 anni, senza dimenticare i più piccoli: per loro sono state organizzate attività ludico-motorie favorendo l’avvicinamento precoce al movimento e alla cultura dello sport. Tra le principali iniziative: playground sportivi nelle Circoscrizioni, attività e dimostrazioni sportive nelle piazze con il format “Piazze in Sport”, tornei studenteschi e momenti di riflessione sul valore educativo e sociale dello sport, tra cui i convegni “Facciamo sport… anche contro la violenza” e “Lo sport Paralimpico verso Milano Cortina 2026”. L’edizione 2025 ha inoltre consolidato l’utilizzo dello strumento digitale Expo QR Code, che ha consentito ai partecipanti di registrare le discipline sperimentate e ricevere informazioni sulle opportunità sportive del territorio. Sport Expo Week ha contribuito a rafforzare l&#8217;immagine di Verona come città promotrice di salute, trasformando temporaneamente l’intero </span><b>spazio urbano in un ambiente attivo, inclusivo</b><span style="font-weight: 400;"> e partecipato, capace di favorire il benessere delle nuove generazioni e dell’intera </span><b>comunità</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Il progetto </span><b>ALLENAMENTE&#8230;: Laboratori di stimolazione per invecchiamento attivo</b> <span style="font-weight: 400;">candidato dal </span><b>Comune di Ancona</b><span style="font-weight: 400;"> e realizzato dall&#8217;Ente in collaborazione con l’Associazione Don Giovanni Mantovani. Il progetto è nato dal bisogno di contrastare la </span><b>solitudine</b><span style="font-weight: 400;"> e l&#8217;isolamento sociale degli </span><b>anziani</b><span style="font-weight: 400;">, favorendo il loro benessere psicofisico e la partecipazione attiva alla </span><b>vita comunitaria</b><span style="font-weight: 400;">. Nel Comune di Ancona la fascia over 65 rappresenta una parte significativa della popolazione con un numero crescente di persone che vivono sole. Il progetto ha proposto un percorso culturale, esperienziale e relazionale capace di restituire senso di appartenenza, identità e </span><b>protagonismo sociale negli anziani</b><span style="font-weight: 400;">. Sono state proposte una serie di attività cognitive e relazionali per stimolare le capacità residue degli anziani e rafforzare il loro senso di appartenenza alla comunità e laboratori sull&#8217;</span><b>invecchiamento attivo</b><span style="font-weight: 400;">, spazi dedicati a promuovere salute e benessere delle persone anziane attraverso attività fisiche, cognitive e sociali. Sono stati attivati incontri di fitness, training della memoria, attività di musicoterapia, incontri con professionisti per approfondire e sensibilizzare la cittadinanza sul tema, attività artistiche con l&#8217;obiettivo di migliorare la </span><b>qualità di vita degli anziani</b><span style="font-weight: 400;"> ed aiutarli a mantenere l&#8217;autonomia e la partecipazione alla vita sociale. Il progetto è stato realizzato secondo un approccio integrato, partecipativo e centrato sulla persona, valorizzando le capacità residue e rispettando i tempi individuali. La dimensione gruppale ha favorito la </span><b>socializzazione</b><span style="font-weight: 400;">, il confronto ed il supporto reciproco.</span></p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Dal </span><b>Comune di Modena</b><span style="font-weight: 400;"> la scelta per la candidatura è di presentare </span><b>GP Giovani – Gruppi Persone Giovani</b><span style="font-weight: 400;">. La demenza è una condizione in costante aumento nella popolazione mondiale ed è stata riconosciuta come una priorità globale di salute pubblica. Il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e di </span><b>Alzheimer’s Disease International </b><span style="font-weight: 400;">stimava già nel 2010 circa 35,6 milioni di persone con demenza, con una previsione di raddoppio entro il 2030. Tali dati evidenziano la necessità di sviluppare politiche e interventi coordinati a livello internazionale, nazionale e locale, capaci di rispondere in modo efficace ai bisogni emergenti delle persone colpite e delle loro famiglie. Una quota significativa di casi riguarda persone che sviluppano la malattia </span><b>prima dei 65 anni</b><span style="font-weight: 400;">, condizione definita demenza a esordio precoce (Young Onset Dementia – YOD). In questi casi la malattia colpisce persone spesso ancora attive sul piano lavorativo, sociale e familiare, generando un impatto particolarmente critico: interruzione dell’attività professionale, riduzione delle reti sociali, difficoltà economiche e un elevato carico emotivo e organizzativo per i caregiver.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le persone con YOD presentano inoltre </span><b>bisogni specifici spesso poco intercettati dai servizi </b><span style="font-weight: 400;">tradizionali, generalmente progettati per una popolazione molto anziana. Emergono infatti esigenze legate al mantenimento dell’identità personale, alla valorizzazione delle competenze residue e alla partecipazione ad attività sociali, culturali e cognitive adeguate all’età. A ciò si aggiunge l’eterogeneità dei quadri clinici – come le forme frontotemporali o le varianti linguistiche della malattia di Alzheimer – che richiedono interventi flessibili e altamente personalizzati. In questo contesto nasce il Progetto “GP Giovani – Gruppi Persone Giovani”, promosso dall’Associazione GP Vecchi e dalla Neurologia Cognitiva dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena e in collaborazione con il Comune di Modena. Il progetto intende sviluppare un modello innovativo di intervento psicosociale per persone con demenza a esordio precoce, finalizzato a promuovere benessere, partecipazione sociale e qualità della vita delle persone con YOD e dei loro familiari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La metodologia progettuale si basa su un approccio centrato sulla persona e su una presa in carico integrata tra servizi sanitari, associazione e comunità. Il progetto si propone quindi di sperimentare un modello replicabile di intervento comunitario per la demenza a esordio precoce, capace di integrare </span><b>competenze</b><span style="font-weight: 400;"> cliniche, </span><b>risorse</b><span style="font-weight: 400;"> associative e </span><b>partecipazione</b><span style="font-weight: 400;"> sociale.</span></p>
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<p><span style="font-weight: 400;">È </span><b>MOLFEST</b><span style="font-weight: 400;"> il titolo del progetto presentato dal </span><b>Comune di Molfetta</b><span style="font-weight: 400;"> il progetto persegue macro-obiettivi integrati volti a generare un impatto strutturale sulla qualità della vita urbana e sul benessere dei cittadini: la promozione della Salute Sociale e Contrasto all’Isolamento: utilizzare il &#8220;linguaggio pop&#8221; come strumento terapeutico e sociale per intercettare le fasce di popolazione a rischio marginalità (giovani NEET, persone con disabilità, anziani), favorendo la riconnessione relazionale e il </span><b>benessere psicofisico </b><span style="font-weight: 400;">attraverso la partecipazione attiva; l’abbattimento delle Barriere e Inclusione Radicale: implementare un modello di </span><b>accessibilità universale</b><span style="font-weight: 400;"> (fisica, economica e sensoriale) che trasformi lo spazio urbano in un luogo privo di ostacoli, garantendo il diritto alla cittadinanza culturale per ogni individuo, indipendentemente dalle condizioni di partenza; l’ingegneria Urbana e Riqualificazione Simbolica: riscrivere la funzione dei luoghi storici e periferici della città, trasformandoli da semplici spazi di transito in &#8220;</span><b>hub di comunità</b><span style="font-weight: 400;">&#8221; sicuri e ad alta densità educativa, promuovendo una nuova percezione della sicurezza urbana basata sulla cura e sulla bellezza.</span></p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Il </span><b>Comune di Amendolara</b><span style="font-weight: 400;"> candida invece </span><b>Longevity Run</b><span style="font-weight: 400;">: nel 2025 l’Ente ha ospitato e promosso la Longevity Run, iniziativa dedicata alla promozione della salute, della prevenzione e dei corretti stili di vita. L’evento ha rappresentato un’importante occasione per sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza dell’attività fisica, della prevenzione e dell’adozione di comportamenti salutari, in linea con le politiche di promozione della salute promosse a livello nazionale e internazionale. La manifestazione si è articolata in una giornata dedicata al benessere e alla </span><b>prevenzione</b><span style="font-weight: 400;">, comprendente attività sportive aperte alla popolazione, momenti di informazione sanitaria e iniziative di screening gratuito. Il cuore dell’evento è stato rappresentato dalla corsa/camminata non competitiva aperta a persone di tutte le età, pensata per favorire la </span><b>partecipazione diffusa</b><span style="font-weight: 400;"> e promuovere l’</span><b>attività fisica</b><span style="font-weight: 400;"> come strumento accessibile di prevenzione e miglioramento della </span><b>qualità della vita</b><span style="font-weight: 400;">. Accanto alla dimensione sportiva, l’iniziativa ha previsto attività di informazione e sensibilizzazione sui temi della longevità e della salute, con il coinvolgimento di professionisti e operatori sanitari. Durante l’evento i cittadini hanno avuto la possibilità di ricevere indicazioni utili su stili di vita sani, prevenzione delle patologie croniche e monitoraggio di alcuni parametri di salute. Il progetto ha inoltre favorito la partecipazione attiva della comunità locale, coinvolgendo associazioni, volontari, operatori sanitari e istituzioni in un percorso condiviso volto a rafforzare la cultura della prevenzione e della cura della salute. La Longevity Run è diventata così un momento di </span><b>aggregazione sociale</b><span style="font-weight: 400;"> e di </span><b>educazione alla salute</b><span style="font-weight: 400;">, capace di unire sport, prevenzione e valorizzazione del territorio. L’iniziativa ha contribuito anche alla valorizzazione del contesto urbano e paesaggistico di Amendolara, promuovendo un modello di sviluppo che integra salute, ambiente e qualità della vita. La manifestazione ha rappresentato un esempio concreto di come eventi pubblici possano diventare strumenti efficaci per diffondere </span><b>comportamenti salutari </b><span style="font-weight: 400;">e rafforzare il legame tra cittadini, territorio e istituzioni. Grazie alla collaborazione tra amministrazione comunale, realtà associative e partner coinvolti nell’organizzazione della Longevity Run, il progetto ha generato un impatto positivo in termini di </span><b>partecipazione</b><span style="font-weight: 400;">, sensibilizzazione e promozione della salute, configurandosi come un’esperienza replicabile e sostenibile anche in altri contesti territoriali L’iniziativa, tenutasi dal 23 al 25 maggio 2025, ha previsto workshop scientifici, check-up gratuiti e la corsa amatoriale “Longevity Run” su un percorso di 7 km, con il patrocinio dell’ASP di Cosenza e la collaborazione della Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS</span></p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Infine arriva da </span><b>Roma Capitale</b><span style="font-weight: 400;"> la candidatura per il progetto </span><b>Rome for Baby</b><span style="font-weight: 400;">: l’attenzione alla tutela dell’infanzia è uno dei principali obiettivi dell’Amministrazione di Roma Capitale, soprattutto in quelle situazioni di isolamento e marginalità, dove è più difficile raggiungere e mantenere standard minimi di vita e di benessere e dove la nascita dei figli può avere ricadute significative sulla situazione economica e socio relazionale delle famiglie. Affiancare e sostenere, nel primo anno di vita dei bambini, il loro percorso educativo in diversi aspetti, dall’alimentazione adeguata, al supporto nelle relazioni di cura, può positivamente sul loro futuro. Il </span><b>contrasto alla povertà</b><span style="font-weight: 400;"> materiale e educativa dei nuclei più vulnerabili e/o a rischio marginalità non può prescindere dalla presenza territoriale, dalla creazione di un lavoro di rafforzamento e sinergia delle reti attive per sensibilizzare e promuovere un contatto privilegiato e attento alle </span><b>famiglie</b><span style="font-weight: 400;"> e alle </span><b>neomamme</b><span style="font-weight: 400;">, anche per superare momenti di crisi e di emergenza. Da queste riflessioni nasce il progetto ROME FOR BABY RETE DI CURA PER LA PRIMA INFANZIA IN SITUAZIONI DI FRAGILITÀ SOCIOECONOMICA, IN COLLABORAZIONE CON LA RETE DELLE FARMACIE FARMACAP E GLI SPORTELLI DI PROSSIMITÀ SOCIOSANITARIA. Il progetto, nelle tre edizioni, ha previsto un</span><b> aiuto concreto a neogenitori</b><span style="font-weight: 400;"> (card da utilizzare in farmacia per prodotti per la prima infanzia), sia in termini economici che di </span><b>affiancamento e  sostegno psicologico</b><span style="font-weight: 400;"> e gruppi di auto aiuto alle neomamme per sostegno dei giorni dopo il parto. Il servizio è stato realizzato presso gli sportelli sociali delle farmacie comunali di Roma Capitale.</span></p>
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<p><span style="font-weight: 400;">La commissione valutatrice composta da rappresentati scientifci di importanti stakeholder istituzionali, da TEHA Group &#8211; The European House – Ambrosetti, alla Fondazione GIMBE, da Federsanità all’Istituto Superiore di Sanità, dal DISA Università degli Studi di Bergamoa SPORT e SALUTE, da ANCI all’Health Cites Institute, dal Dipartimento di Scienze Motorie, Umane e della Salute Università di Roma “Foro Italico”, alla  Società Italiana di Scienze Motorie e Sportive (SISMeS) e molti altri. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">I migliori progetti verranno presentati durante il XXIII Meeting Nazionale della Rete che in occasione del 25° anniversario dell&#8217;Associazione, si celebrerà a Roma il 5 e 6 maggio con il titolo “Città che si prendono cura. 25 anni di impegno per la salute urbana”.</span></p>
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